Chirurgia estetica: smartlipo o liposuzione?

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Rotonda e sporgente o “a rotolini”, dura al tatto oppure morbida. Si fa presto a dire “pancetta”, perché in realtà ne esistono diversi tipi e per sapere se e come affrontare chirurgicamente l’antiestetico eccesso di grasso nell’area addominale, bisogna prima capire con quale tipo di pancia abbiamo a che fare. Lo facciamo insieme, grazie all’aiuto di una professionista nel campo della chirurgia estetica.

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“Di solito la pancetta delle donne è diversa da quella degli uomini”,

afferma Patrizia Gilardino, chirurgo plastico a Milano.

“Normalmente nelle donne il girovita aumenta per un eccesso di tessuto sottocutaneo, grasso che si posiziona sottopelle e nella parte superiore dei muscoli addominali. Si tratta di adipe in eccesso, che caratterizza una pancia a “rotolini”, morbida al tatto. Gli uomini invece, hanno di solito un addome rotondo e sporgente, che pur sembrando “molle”, è invece solido. È un eccesso di grasso viscerale che sta più in profondità nell’addome, sotto il muscolo, e circonda gli organi”,

spiega la specialista.

“Un eccesso di grasso viscerale può essere accumulato anche dalle donne. Si tratta di una caratteristica ormonale e costituzionale. Ci sono donne con un fisico “a pera, che tendono a ingrassare dalla vita in giù oppure sull’addome esterno, sviluppando le cosiddette “maniglie dell’amore”, e quelle “a mela”, che hanno gambe magre e la tendenza ad accumulare grasso viscerale che si accentua in particolare dopo la menopausa”,

precisa il chirurgo milanese.

Pancia: problemi e soluzioni

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A problemi diversi corrispondono soluzioni differenti:

“Per il grasso viscerale, la chirurgia plastica non può fare molto”,

continua la dottoressa Gilardino.

“Quello che incide è lo stile di vita: per far scendere la pancia, bisogna seguire una dieta e fare attività fisica, a meno che non si parli di grandi obesi, ma lì si entra nel campo della chirurgia bariatrica”.

Per chi invece ha un eccesso di sottocute, è possibile intervenire con trattamenti mirati oppure chirurgicamente.

“Se si tratta di poca adiposità localizzata, può essere sufficiente la smartlipo, una liposuzione soft, non chirurgica, con dei tempi di recupero ridotti, estremamente utile per rimuovere piccole concentrazioni di adipe, ad esempio su cosce, pancia, ginocchia e anche sul viso, nei casi di doppio mento. La smartlipo è eseguita con una tecnologia laser, utilizzando micro cannule sottili che comportano minori traumi e tempi di recupero più rapidi, oltre a una migliore uniformità dell’intervento. Si può eseguire in ambulatorio con anestesia locale”.

La liposuzione addominale

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Nei casi in cui la “pancetta” è più consistente, l’intervento indicato è una liposuzione. Spiega la dottoressa:

“La liposuzione si esegue con sedazione in regime di day hospital; se si tratta di adiposità più estese, può essere necessario un ricovero in clinica con anestesia generale. In tutti i casi, dopo l’intervento bisogna riprendere uno stile di vita adeguato per non riprendere i chili di troppo. Oltre ai disagi estetici, il grasso addominale è in ogni caso un fattore di rischio per la salute, perché aumenta le possibilità di malattie cardiache, diabete, pressione alta, ictus, apnea del sonno, varie forme di cancro e altre malattie degenerative”,

conclude la dottoressa Gilardino.