Cambio scuola: 7 consigli per non sbagliare

Alle volte capita di cambiare scuola in seguito ad alcune difficoltà riscontrate nel proprio percorso. Per questo motivo è importante riuscire a trasformare un momento negativo in una vittoria futura, cercando di non commettere più gli stessi sbagli.

Shocked Afro American university student stands with textbooks, afraids of passing exam, dressed casually, wears transparent glasses, isolated over blue background. Studying, education concept

Capita di trovarsi male a scuola, di scoprire in prima superiore che la scelta dell’indirizzo non è quella “giusta”. I motivi sono tanti: il carico di studi è troppo pesante; le materie lontane dai propri interessi; i rapporti con i compagni o con gli insegnanti conflittuali. Non bisogna scoraggiarsi: fino a fine dicembre è possibile cambiare scuola, senza perdere l’anno.

La procedura burocratica da seguire per trasferirsi è abbastanza semplice. La prima cosa da fare è quella di presentarsi al Dirigente Scolastico del nuovo istituto, chiedergli se ci sono ancora posti liberi per poter attivare il passaggio. Il dottor Claudio Tanghetti, psicologo e presidente della Casa dello Studente spiega:

“Questo primo colloquio è molto importante per stabilire subito un’alleanza educativa e pianificare un piano mirato di recupero didattico. Durante la conversazione si può scegliere l’opzione tutoraggio: consiste nel farsi seguire e aiutare nei compiti dai ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle superiori. Scambiarsi le informazioni fra pari è una forte ricarica a livello motivazionale e didattico. Infine, è importante ricordare che iscriversi in un altro istituto è una scelta che deve partire dal proprio figlio, va percepita come un’opportunità, non un ripiego”.

Informarsi sul nuovo corso di studi

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Prima cosa da fare: raccogliere il materiale sull’offerta formativa del nuovo corso di studi, sul programma, sull’orario. Bisogna poi “sedersi a tavolino” con il proprio figlio e valutare i pro e i contro. È importante chiedergli cosa prova all’idea di cambiare ambiente.

Altro step: mettere insieme le sue risposte, osservare le sue reazioni e dargli due o tre giorni di tempo per meditare sulla nuova possibilità. Può capitare che preferisca imparare a gestire il cattivo rapporto con le materie o con i docenti pur di non perdere gli amici, e questa decisione va rispettata.

Nel proporre la nuova scuola bisogna valutare i talenti del ragazzo e in che modo potrebbero essere valorizzati sul piano didattico nel nuovo istituto. Ricordiamolo: alcuni studenti sono attratti dall’arte, altri da scienza, economia, disegno.

Assecondare queste inclinazioni motiva allo studio, premessa indispensabile per farcela e limitare gli insuccessi. Va sottolineato che la difficoltà a eseguire compiti e lezioni, se ripetuta, mette a dura prova l’autostima. I ragazzi si percepiscono incapaci e incompetenti rispetto ai compagni, non si sentono all’altezza e vanno in crisi.

A volte, per nascondere il proprio disagio mettono in atto meccanismi di difesa; le frasi classiche sono: “Non studio perché non ne ho voglia – Non eseguo il compito perché non mi interessa”. Altre volte il disagio è così forte da far precipitare lo studente in una condizione emotiva di chiusura. Se la situazione si cronicizza è sempre più difficile fare retromarcia: per questo è importante monitorare il profitto e correre ai ripari il prima possibile, cambiando scuola.

I sette passi per trasferirsi

Young friends in the park

Dopo aver preso la decisione bisogna compiere alcuni atti burocratici.

  1. Chiedere un colloquio con il Dirigente Scolastico della nuova scuola.
  2. Compilare un modulo in cui si elencano i motivi della scelta.
  3. Aspettare la mail in cui si conferma la disponibilità all’iscrizione.
  4.  Richiedere un colloquio con il Dirigente Scolastico della scuola frequentata finora e illustrare i motivi per cui si decide il cambio di indirizzo.
  5. Compilare il modulo per il rilascio del nulla osta (documento che permette l’accesso nell’altra scuola). Indicare in modo preciso e dettagliato la motivazione della scelta evidenziando che l’orientamento scolastico intrapreso non è in linea con le attitudini e gli interessi del ragazzo.
  6.  Aspettare che la nuova scuola fissi la data del cosiddetto colloquio conoscitivo con lo studente e con il Consiglio di Istituto, che è composto dal Dirigente Scolastico, dai rappresentanti dei docenti, dei genitori e degli alunni.
  7. Ritirare il nulla osta, consegnarlo alla nuova scuola insieme all’ultima pagella e al programma svolto.