Alle volte capita di cambiare scuola in seguito ad alcune difficoltà riscontrate nel proprio percorso. Per questo motivo è importante riuscire a trasformare un momento negativo in una vittoria futura, cercando di non commettere più gli stessi sbagli.
Capita di trovarsi male a scuola, di scoprire in prima superiore che la scelta dell’indirizzo non è quella “giusta”. I motivi sono tanti: il carico di studi è troppo pesante; le materie lontane dai propri interessi; i rapporti con i compagni o con gli insegnanti conflittuali. Non bisogna scoraggiarsi: fino a fine dicembre è possibile cambiare scuola, senza perdere l’anno.
La procedura burocratica da seguire per trasferirsi è abbastanza semplice. La prima cosa da fare è quella di presentarsi al Dirigente Scolastico del nuovo istituto, chiedergli se ci sono ancora posti liberi per poter attivare il passaggio. Il dottor Claudio Tanghetti, psicologo e presidente della Casa dello Studente spiega:
“Questo primo colloquio è molto importante per stabilire subito un’alleanza educativa e pianificare un piano mirato di recupero didattico. Durante la conversazione si può scegliere l’opzione tutoraggio: consiste nel farsi seguire e aiutare nei compiti dai ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle superiori. Scambiarsi le informazioni fra pari è una forte ricarica a livello motivazionale e didattico. Infine, è importante ricordare che iscriversi in un altro istituto è una scelta che deve partire dal proprio figlio, va percepita come un’opportunità, non un ripiego”.
Informarsi sul nuovo corso di studi
Prima cosa da fare: raccogliere il materiale sull’offerta formativa del nuovo corso di studi, sul programma, sull’orario. Bisogna poi “sedersi a tavolino” con il proprio figlio e valutare i pro e i contro. È importante chiedergli cosa prova all’idea di cambiare ambiente.
Altro step: mettere insieme le sue risposte, osservare le sue reazioni e dargli due o tre giorni di tempo per meditare sulla nuova possibilità. Può capitare che preferisca imparare a gestire il cattivo rapporto con le materie o con i docenti pur di non perdere gli amici, e questa decisione va rispettata.
Nel proporre la nuova scuola bisogna valutare i talenti del ragazzo e in che modo potrebbero essere valorizzati sul piano didattico nel nuovo istituto. Ricordiamolo: alcuni studenti sono attratti dall’arte, altri da scienza, economia, disegno.
Assecondare queste inclinazioni motiva allo studio, premessa indispensabile per farcela e limitare gli insuccessi. Va sottolineato che la difficoltà a eseguire compiti e lezioni, se ripetuta, mette a dura prova l’autostima. I ragazzi si percepiscono incapaci e incompetenti rispetto ai compagni, non si sentono all’altezza e vanno in crisi.
A volte, per nascondere il proprio disagio mettono in atto meccanismi di difesa; le frasi classiche sono: “Non studio perché non ne ho voglia – Non eseguo il compito perché non mi interessa”. Altre volte il disagio è così forte da far precipitare lo studente in una condizione emotiva di chiusura. Se la situazione si cronicizza è sempre più difficile fare retromarcia: per questo è importante monitorare il profitto e correre ai ripari il prima possibile, cambiando scuola.
I sette passi per trasferirsi
Dopo aver preso la decisione bisogna compiere alcuni atti burocratici.
- Chiedere un colloquio con il Dirigente Scolastico della nuova scuola.
- Compilare un modulo in cui si elencano i motivi della scelta.
- Aspettare la mail in cui si conferma la disponibilità all’iscrizione.
- Richiedere un colloquio con il Dirigente Scolastico della scuola frequentata finora e illustrare i motivi per cui si decide il cambio di indirizzo.
- Compilare il modulo per il rilascio del nulla osta (documento che permette l’accesso nell’altra scuola). Indicare in modo preciso e dettagliato la motivazione della scelta evidenziando che l’orientamento scolastico intrapreso non è in linea con le attitudini e gli interessi del ragazzo.
- Aspettare che la nuova scuola fissi la data del cosiddetto colloquio conoscitivo con lo studente e con il Consiglio di Istituto, che è composto dal Dirigente Scolastico, dai rappresentanti dei docenti, dei genitori e degli alunni.
- Ritirare il nulla osta, consegnarlo alla nuova scuola insieme all’ultima pagella e al programma svolto.









