Hai dei continui vuoti di memoria? Non capisci il perché il tuo cervello, da un giorno all’altro, ha deciso di giocarti brutti scherzi? Rilassati, non sei pazzo né vecchio, semplicemente è il tempo che passa. Scopriamo insieme come interpretare e gestire questi segnali.
Ho dei frequenti vuoti di memoria, non riesco a tenere a mente più nulla, la mia memoria fa cilecca. Modi diversi per esprimere uno dei disagi psicologici più profondi e frequenti: non essere in grado di ricordare quello che serve.
Il nostro cervello ha la straordinaria capacità di registrare e richiamare informazioni relative a esperienze passate, ma la memoria è una macchina tanto meravigliosa quanto delicata: quando si inceppa si appanna l’intero orizzonte della propria vita.
Il tempo passa… per tutto
La memoria è una delle attività cerebrali che più risente del passare del tempo.
Per anni si è ritenuto che si trattasse di una sola facoltà riconducibile a una particolare area del cervello. Invece è una specie di circuito formato da numerose aree cerebrali, costituite da gruppi di particolari cellule, i neuroni, che fissano i ricordi costituendosi in specifiche reti neuronali.
Soltanto a partire dagli anni Cinquanta gli studiosi si sono resi conto che esistono tanti tipi di memoria. C’è quella a breve termine, che conserva un numero limitatissimo di elementi (parole, lettere, numeri) per pochi minuti, e quella a lungo termine, che consiste nell’immagazzinamento di un numero potenzialmente illimitato di informazioni da richiamare quando occorre.
L’efficienza della memoria dipende anche dall’umore (chi è depresso fa più fatica a ricordare) e dallo stato emotivo (si ricordano maggiormente gli episodi che ci hanno colpito di più).
Ecco perché a volte la memoria gioca “brutti scherzi”: basta che il circuito si inceppi o che una cosa appaia noiosa, perché il cervello non la ricordi. Rilassati, non sei da buttare!







