Fitoterapia: i benefici per l’organismo

Con la consulenza del dott. LUCA IMPERATORI, Medico-chirurgo, Specialista in Oncologia Medica, Esperto in Fitoterapia, Omeopatia, Omotossicologia e Medicine Integrate – [email protected]; vediamo come la fitoterapia aiuta l’organismo.

Erbe

Quando ci sentiamo particolarmente stanchi, affaticati, oltre al cambiamento di stagione può anche essere colpa dell’umidità. In questo caso la fitoterapia ci viene in aiuto con 3 piante note per essere da sempre amiche dell’organismo: Eleuterococco, Ginseng e Schisandra.

La radice di Eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) contiene alcune sostanze (glucosidi, polisaccaridi e composti fenolici) in grado di sostenerci se siamo stanchi e affaticati o se soffriamo di pressione bassa e stress da lavoro. Le proprietà della pianta agiscono anche sul sistema immunitario, supportando la nostra capacità di rendimento, attenzione e concentrazione.

Se abbiamo necessità di ridurre per brevi periodi la percezione della fatica e migliorare la nostra resistenza fisica, troveremo aiuto dalle radici di Ginseng (Panax ginseng), grazie al contenuto di saponine triterpeniche, i ginsenosidi. Il Ginseng ottimizzerà anche le nostre capacità di recupero. Attenzione, tuttavia, a non abusare di questi estratti. Non dimentichiamo che la stanchezza è una sensazione fisiologica che il nostro corpo ci trasmette per indurci al riposo e al recupero.


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Quando l’astenia e la fatica si fanno importanti, potremo ricorrere alla Schisandra (Schisandra chinensis), il cui frutto contiene lignani (schizandrina, schizandrolo, gomisina), vitamina C e olii volatili in grado di stimolare lo strato corticale del surrene, con azione antiossidante, epatoprotettrice, antiastenico. Anche in questo grado dovremo utilizzare il fitoterapico  per tempi non prolungati.

Lo stile di vita: cosa consiglia il medico

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Per stare bene, sia di giorno sia di notte, è utile uno stile di vita sano. Ma che cosa significa concretamente? “Non dimentichiamo di idratare l’organismo, riducendo l’assunzione di bevande zuccherate e gassate. I pasti dovrebbero essere cinque nel corso della giornata, avendo attenzione ad assumere un’ottima colazione, uno spuntino sia a metà mattina che nel pomeriggio così da mantenere sempre attivo il nostro metabolismo, una cena il più possibile frugale. Le attività digestive dovrebbero essere ridotte al minimo nelle ore serali.

È quindi consigliabile ridurre l’introito calorico a cena, prediligendo alimenti che impegnano poco i nostri enzimi digestivi, quali riso e pane integrali, lattuga, frutta e verdura in generale. Questi alimenti, inoltre, hanno una buona concentrazione di triptofano, il precursore biochimico della serotonina e di melatonina, il primo importante per il tono dell’umore, il secondo regolatore del ritmo sonno veglia.

Riduciamo in assoluto l’apporto di carni, grassi e cibi fritti che mettono a dura prova il nostro fegato, preferendo il pesce. L’attività fisica deve essere moderata, sia nel tempo sia nella durata. Sono sufficienti trenta minuti di camminata veloce al giorno per attivare i processi di ossigenazione dei tessuti. Un’eccessiva attività fisica serale riattiva a livello ipotalamico la cascata ormonale, che va in direzione opposta rispetto alla fisiologia del nostro orologio biologico, provocando così l’insonnia”.


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