Reni: come mantenersi in salute bevendo

Tutto parte dall’acqua, fonte primaria di salute per i reni e per l’intero organismo. Ecco perché è essenziale bere e mantenersi idratata. Vediamo insieme cosa ne pensa Giorgio Battaglia, Primario di nefrologia dell’Ospedale di Acireale.

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“Siamo esseri viventi che durante la nostra evoluzione siamo usciti dagli oceani grazie ai reni che ci rendono possibile la vita fuori dall’acqua. Infatti siamo per 60% acqua e non anneghiamo in noi stessi perché il rene mantiene un sofisticato equilibrio tra acqua e sali. Bere acqua significa rinnovare continuamente il nostro organismo e aiutare i reni a mantenere in equilibrio il nostro sistema vitale”.

Considerata l’importanza dell’acqua presente nel nostro organismo per il corretto funzionamento degli organi-filtro, la corretta idratazione è una delle prime regole per una prevenzione efficace.

Ed è proprio questo indiscutibile elisir di lunga vita alla base della campagna Waterselfie promossa dal Gruppo Sanpellegrino, azienda di riferimento in Italia nel mercato delle acque minerali, in partnership con SIN, Società Italiana di Nefrologia, e ANED (Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto – Onlus).

Per ogni selfie postato sul web (sin.it, aned.it, hydrationlab.it) che testimonia l’atto di bere, Sanpellegrino contribuirà con 50 centesimi alla realizzazione di una guida di prevenzione nefrologica, messa a punto da ANED, con i principali accorgimenti per mantenere sani i reni.

Dalla giusta e corretta alimentazione, all’idratazione, alla necessità di sottoporsi a esami di base (creatininemia e esame delle urine) ogni due anni almeno. Una guida che permetterà di continuare a parlare di prevenzione per tutto il 2015 nelle scuole e negli ospedali.

Waterselfie: come funziona la campagna di Sanpellegrino

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La campagna, lanciata in occasione della Giornata Mondiale del Rene, che si celebra in tutto il mondo oggi, il 12 marzo, accompagna anche un importante appello alle istituzioni da parte della Società Italiana di Nefrologia affinché ripensino con urgenza a un nuovo modello di presa in carico e gestione del paziente attraverso la costituzione di una rete nefrologica che possa garantire la tempestiva diagnosi e un percorso terapeutico ed assistenziale adeguato.

La malattia renale cronica (MRC) riguarda in Italia il 7,5% degli uomini e il 6,5% delle donne, per un totale di circa 5/6 milioni di persone, ed è considerata un problema di salute pubblica di primaria importanza.

Istituzioni internazionali come il “Center for Disease Control and Prevention” identificano questa patologia come una delle grandi priorità dell’era della transizione epidemiologica.

La MRC è associata a numerose complicanze e ad elevati costi sanitari e sociali – tanto che per questa patologia si utilizza oltre l’1,5% del fondo del Servizio Sanitario Nazionale.

Si tratta di una malattia che tende a progredire nel tempo – anche in considerazione del sensibile allungamento dell’aspettativa di vita – e che comporta lo sviluppo di complicanze specifiche e l’aumento del rischio di patologie cardiovascolari.

La maggior parte dei pazienti con malattia renale cronica muore infatti per eventi correlati a queste patologie.

Ciò spiega il ruolo importantissimo rivestito dalla prevenzione. È, infatti, proprio attraverso un corretto stile di vita e alcuni accorgimenti (come fare attenzione alla gestione del proprio peso e ridurre il consumo di sale, che si possono prevenire molte delle più diffuse patologie renali.