Rabbia: può dipendere dal genere?

La rabbia è un sentimento comunemente provato dall’essere umano. Ma perché ci si arrabbia? Scopriamo insieme da cosa può dipendere la rabbia e come quest’ultima cambia a seconda del genere, maschile o femminile.

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Una persona irosa è spesso considerata aggressiva. “L’ira funesta del pelide Achille” viene interpretata, nell’Iliade, come una forma di azione aggressiva contro Ettore. A ben vedere, oggi dobbiamo fare alcune distinzioni perché ira e aggressività non sono la stessa cosa.

L’ira e la rabbia vanno intese come un’emozione che fa parte del bagaglio umano e vengono indotte dall’attivazione di quella parte di cervello definito “rettiliano”, che rappresenta proprio la nostra parte istintuale. Con la consulenza di Marco Lombardozzi, medico, psicoterapeuta, psicopatologo forense.

La cause fisiche

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Dal punto di vista fisico, un attacco di rabbia può essere determinato da diversi fattori. Per esempio, da una crisi diabetica o se vi sono scompensi della tiroide (ipertiroidismo) o tempeste ormonali.

Anche i tumori del cervello possono alterare il più mite e tranquillo e trasformarlo in una persona fortemente rabbiosa. Lo stesso può accadere in soggetti che hanno subìto una menomazione (amputazione di gamba o braccio, interventi chirurgici distruttivi) o che soffrono di dolori cronici.

Cause psichiche sul versante maschile

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Nell’uomo, la frustrazione che deriva dall’oppressione è una delle principali cause dell’ira. Infatti, una persona che subisce umiliazioni ripetute sviluppa una tale rabbia interna che, quando è satura, si trasforma in una bomba ad alto potenziale.

Questa frustrazione/impotenza scatena la rabbia distruttiva. Ben lo sanno molte donne, purtroppo, perché è sempre più diffuso il fenomeno di uomini che maltrattano o uccidono le loro ex. La causa è quella a cui accennavamo: l’uomo non riesce a tollerare la frustrazione del sentirsi rifiutato e il senso di impotenza che deriva dalla decisione della donna sulla quale lui non può più intervenire.

Si tratta, ovviamente, di segnali di distorsione mentale, però frequenti. Le donne devono fare attenzione a questo aspetto: evitate di dare all’uomo la sensazione di essere umiliato, alcuni non sopportano questo. Fate ovviamente le vostre scelte, ma la modalità con cui le comunicate che sia la più morbida possibile. Evitate di aprire la ferita del rifiuto o, peggio ancora, del disprezzo dell’altro nella sua virilità.

L’arrabbiatura nella psicologia femminile

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Nella donna, quello che può scatenare più facilmente l’ira è maggiormente legato all’inganno, al tradimento di un accordo. La rabbia viene attivata quando l’uomo non rispetta l’immagine o il progetto che aveva assicurato. Q

uesto abbia a che fare con la conservazione della specie: un uomo che si assume il progetto di fare un figlio mette la donna nella condizione di sentirsi rassicurata dal suo appoggio per far crescere il bambino. Se lui tradisce un progetto comune, si dimostra inaffidabile nella sicurezza di supportare la femmina nella crescita dei figli e così mette a repentaglio la continuità della specie.

Pertanto, la rabbia della donna verso l’uomo che viene meno all’impegno e tradisce la fiducia, è una rabbia archetipica, vale a dire affonda le sue radici nell’esistenza della specie.