Influenza: i cibi che prevengono la febbre

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Non solo farmaci e pastiche: anche alcuni cibi possono aiutare la nostra salute contro i malanni di stagione. Frutti, spezie e erbe, infatti, possono prevenire o, addirittura, curare l’influenza! Scopriamoli insieme! 

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Numerosi sono i cibi che contengono naturalmente buone dosi di acido acetilsalicilico, principio attivo di una lunga lista di farmaci capaci di svolgere un’azione antinfiammatoria, antidolorifica e antipiretica.

Ciò che molti però non sanno è che questo prezioso acido è presente, a diverse concentrazioni, anche negli alimenti, prevalentemente nei vegetali.

L’acido salicilico è un componente naturale, prodotto dalle piante come meccanismo di difesa dall’attacco da parte di agenti patogeni, in particolare virus e funghi; ma anche come protezione dall’azione dannosa dei raggi UV, dall’ozono o da altre condizioni di stress.

Acido acetilsalicilico: trovarlo nei cibi

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Grazie ad una scelta mirata dei cibi che portiamo in tavola, possiamo avvalerci degli stessi effetti benefici. Conoscere infatti in quali piante l’acido acetilsalicilico è maggiormente presente, potrà fornirci un’arma in più per combattere l’influenza senza incorrere nel rischio degli effetti collaterali che i farmaci possono dare.

  • Frutta: ribes, lamponi, datteri sono i frutti a maggiore contenuto (tra 3-5mg/100gr); seguono l’albicocca, l’arancia e l’ananas (circa 2mg/100gr); tra la frutta autunnale troviamo l’uva. Discreto è il contenuto nelle mele la cui concentrazione differisce in base alla varietà: la mela golden, ad esempio, ne possiede 0.08mg/100gr; mentre la mela granny smith circa 0.6mg/100gr.
  • Erbe e spezie: in particolare fra tutte spicca il curry (circa 200mg/100gr). Il curry è una preziosa miscela di spezie composta generalmente da curcuma, zenzero, cardamomo, coriandolo, pepe nero, cumino, noce moscata, fieno greco, chiodi di garofano, cannella, zafferano e peperoncino. L’uso del curry in cucina offre numerosi vantaggi, non solo per l’elevato contenuto in acido acetilsalicilico, ma anche per la presenza di numerose altre sostanze, tra le quali gli antiossidanti, capaci di favorire la digestione, proteggere il fegato e l’intestino, ad azione antinfiammatoria. Meccanismi importanti in caso di influenza. In base al contenuto in salicilati, il curry è seguito da paprika, timo, origano e rosmarino.
  • Altri cibi: discreto è anche l’apporto dato dal consumo della liquirizia e del miele. Diversamente, la carne rossa e bianca, le uova, il pesce e i derivati del latte ne contengono solo tracce o addirittura nulla.

Altri rimedi? Il miele!

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Se ad affliggerci invece è la tosse e il mal di gola, prezioso è il buon vecchio rimedio del miele. Ad affermarne la validità terapeutica è stata una recente ricerca scientifica grazie alla quale si è potuto dimostrare il meccanismo di azione.

Il sapore dolce del miele è infatti capace di stimolare la secrezione salivare che a sua volta sarà responsabile della secrezione del muco che in genere in questi casi intasa le vie aeree superiori; inoltre, svolge anche un’azione antinfiammatoria e antibatterica a livello della faringe e della laringe.

In genere, i classici sciroppi per la tosse non possono essere somministrati ai bambini con età inferiore ai 4 anni; fortunatamente, il miele non possiede questa controindicazione.

Utile può essere una tisana a base di miele e cannella: in una tazza di acqua calda, sciogliete un cucchiaino di miele e uno di cannella. Sorseggiate questa bevanda ancora calda, allevierete in questo modo i disturbi del mal di gola.

Ma potete usare il miele anche per fare i gargarismi: sciogliete sempre un cucchiaino di miele in un bicchiere d’acqua al quale aggiungerete il succo di mezzo limone. Ripetete gli sciacqui più volte al giorno.

Idratiamoci!

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Negli stati parainfluenzali e influenzali, un aspetto da non sottovalutare è la corretta idratazione; in genere, in queste condizioni aumenta la traspirazione e quindi la sudorazione con la quale si ha una accentuata perdita di acqua e minerali.

E’ importante quindi bere 1.5-2 litri di acqua al giorno. Si può ricorrere anche all’uso di succhi di frutta, meglio se freschi e soprattutto a base di pompelmo che ricordiamo essere un vero e proprio antibiotico naturale.

Attenzione però all’associazione farmaci-pompelmo. Questo frutto infatti è capace di aumentare notevolmente la biodisponibilità di alcuni farmaci, ovvero la concentrazione del farmaco in forma libera in circolo che a sua volta può essere responsabile di una condizione di tossicità con possibili effetti collaterali.

In genere è da evitare l’associazione con alcune classi di farmaci come gli immunosoppressori, gli antivirali, le statine, i calcioantagonisti, gli antiaritmici.

Valide e preziose alternative prive di effetti collaterali, sono i succhi di frutta a base di arancia, limone o melograno.

Un pizzico di buon senso

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Ricordiamoci che l’alimentazione non è l’unico fattore sufficiente per una buona condizione di salute, la quale è determinata da una condizione di equilibrio tra più fattori.

Se si verifica un peggioramento dei sintomi, rivolgetevi al vostro medico di famiglia; così come, evitate di assumere farmaci, in particolare antibiotici, senza aver effettuato un consulto medico.