Fertilità: 6 regole dagli andrologi

Arianna Preciballe
  • Appassionata di Gossip e Tv
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

Quando una coppia cerca un figlio che non arriva di solito è lei a diventare oggetto di indagini e cure. Eppure in un caso su due dipende da lui. Vediamo quali regole seguire per salvaguardare la fertilità nell’uomo.

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Ignari di quanto i disturbi che portano all’infertilità siano facilmente diagnosticabili e curabili, molti uomini trascurano l’importanza di una semplice visita dall’andrologo, sottovalutando come questa potrebbe migliorare i risultati della fecondazione assistita, oltre che dare sollievo alla partner e mettere in luce malattie latenti.

“La fertilità di coppia è legata indissolubilmente alla salute riproduttiva di entrambi i partner, perciò studiare solo le eventuali patologie femminili pregiudica la soluzione delle difficoltà di procreazione e soprattutto rende più spesso necessario il ricorso alle tecniche di PMA, anche quando potrebbero essere evitate, oltretutto peggiorandone i risultati”

spiega Alessandro Palmieri, presidente SIA.

Per informare le coppie sull’importanza di una diagnosi “al maschile” attenta e tempestiva, in occasione del Fertility Day del 22 settembre la Società Italiana di Andrologia (SIA) presenta agli uomini una serie di raccomandazioni in grado di alleviare i problemi connessi all’infertilità, riducendo al contempo il ricorso a procedure costose, lunghe e non sempre efficaci.

Le regole SIA salva-fertilità

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1. Attenzione all’alimentazione: diete ricche di grassi saturi riducono la concentrazione degli spermatozoi mentre gli omega-3 favoriscono la morfologia spermatica normale, inoltre occorre fare attenzione alla qualità dei cibi perché i pesticidi possono alterare lo sperma.

2. Mantenere il perso forma, perché l’obesità riduce i livelli di testosterone e LH alterando la qualità e la quantità del seme.

3. Non fumare, perché il fumo si associa a una riduzione della conta spermatica, della motilità e a un incremento delle anomalie degli spermatozoi.

4. Non eccedere con gli alcolici, perché l’abuso è tossico sui testicoli ma anche un consumo abituale si associa a un progressivo peggioramento della fertilità, tanto più evidente quanto più è abbondante e frequente l’assunzione di alcol.

5. No all’attività sportiva in eccesso e ad androgeni anabolizzanti: sopprimono la spermatogenesi e riducono il volume dei testicoli. Gli effetti di solito sono reversibili una volta sospesa l’assunzione, ma possono servire anche due anni per tornare alla normalità.

6. No alle droghe di qualsiasi genere, marijuana compresa: provocano alterazioni dello sperma, con riduzione cospicua degli spermatozoi, che durano anche molto a lungo.

Ma non è tutto: gli andrologi SIA mettono in luce l’assenza di una legge che imponga ai Centri di PMA di avere una consulenza andrologica, con la presenza dello specialista prevista oggi (ma non obbligatoria) solo dove vi sia la banca del seme.

Una grave lacuna secondo gli esperti SIA, perché solo l’urologo andrologo può consentire la diagnosi precisa dei fattori maschili che compromettono la fertilità di coppia. Per questo gli andrologi SIA propongono che sia resa obbligatoria e vincolante la presenza della competenza andrologica in tutti i Centri di PMA e nei consultori del Servizio Sanitario Nazionale.