Il rito del bagno turco: storia e benefici

Scopriamo insieme tutto sul bagno turco, dalla storia all’importante rito che è nato negli anni. Di seguito vediamo passo passo tutte le fasi di questo importante e diffusissimo rito.

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Con la fine dell’impero romano caddero in rovina i grandi complessi termali, la cui eredità venne raccolta e diffusa dall’Islam, in particolare a Istanbul, dove anche adesso il bagno turco o hammam è un’istituzione con precise regole. Ecco più nel dettaglio qual è la storia e in cosa consiste il rito del bagno turco, che secondo la tradizione restituisce benessere al corpo ma anche all’anima.

La storia del bagno turco

Terme

Il bagno turco è modellato proprio sulla scansione e divisione architettonica degli spazi all’epoca dell’impero romano, anche se non presenta locali dedicati alle attività intellettuali e la palestra per la ginnastica. Gli spazi per le donne sono separati da quelli degli uomini; spesso i bagni turchi erano costruiti vicino alle moschee, così il fedele poteva praticare la pulizia del corpo prima di entrare in contatto con la divinità attraverso la preghiera.


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Dalla metà dell’800, gli hammam incontrarono un grande successo in Occidente, diffondendosi soprattutto nelle grandi capitali europee, specialmente Londra e Vienna.

Prima il tè poi le fragranze

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È bene ribadire che più che un trattamento, il bagno turco è un rituale: c’è il frigidarium, la sala dove ci si cambia e si beve il tè e magari si gusta qualche dolcetto. Negli hammam più antichi, questa sala è decorata al centro con una fontana, la cui piacevole sonorità ha un effetto rilassante sulla mente e sul corpo.

Segue il tepidarium, con una temperatura di circa 33 gradi, dove si prende confidenza con questa atmosfera speciale, si ascolta il rumore dell’acqua, ci si sveste, si riceve un asciugamano con cui coprirsi, si respira lentamente. Obiettivo: rilassarsi, prendere contatto con il proprio corpo.

Finalmente poi si entra nel calidarium, chiamato nella lingua di Istanbul harara o hararet, che ha una temperatura di circa 46 gradi: lì i pori della pelle si dilatano e il corpo si rigenera. Qui, si è immersi in un’avvolgente atmosfera densa di vapore, il pavimento di marmo è talmente arroventato dalla temperatura elevatissima che si può camminare solo indossando delle calzature, possibilmente di legno, il cui nome è patten.

Al bagno fa seguito un lungo e “violento” massaggio riattivante e rivitalizzante che poi prevede frizioni più delicate e piacevoli. All’uscita viene effettuata una doccia tiepida. A questo punto ci si cosparge con il sapone nero a base di olio d’oliva, effetto peeling, che aiuta a eliminare le cellule morte. Un aspetto particolare da evidenziare è che si entra e si esce dai bollori a seconda di quanto si è abituati a resistere. Quando la pelle è preparata, si passa al peeling con il guanto di crine. Lo può fare un esperto, un amico, ma si può imparare a farlo anche da soli. Dopo questo trattamento estremamente distensivo ci si può riposare finalmente per un quarto d’ora.


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Il bagno turco è detossinante

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Ricordiamolo: l’hammam è un bagno detox. Nel tepidarium e nel calidarium, gli ambienti-nebbia, dove la temperatura è tra i 30 e i 50°, e la percentuale di umidità 90-95%, c’è traspirazione, ma non evaporazione. Processo che favorisce l’eliminazione di sodio, alcol, nicotina e di metalli pesanti come cadmio e nichel, che si accumulano nel corpo a causa del nostro scorretto stile di vita.

Durata del bagno è di circa 45 minuti; 20 nel tepidarium, 10 nel calidarium (zona con temperatura a 45°-50°) e 15 dedicati al peeling. Se si escludono Spa e hotel di lusso, il costo medio dell’hammam si aggira intorno ai 40-50 euro.


Paolo Cesarotti
  • Nutrizionista
  • Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
  • Master in medicina d'urgenza
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