Con la consulenza di Fabio Inka, fitness expert, creatore del metodo Impacto Training (impactotraining), abbiamo analizzato i vantaggi di coppia che emergono, statisticamente, da un allenamento condiviso. Ecco quali sono i benefici riscontrati.
Che sia una storia consolidata da tempo o nata da poco, il fatto di avere sempre meno momenti da vivere insieme è un ostacolo per la vita a due, già minata dall’abitudine, “bestia nera” di tutti i rapporti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutte: avvinghiate in una routine (casa, lavoro, figli, genitori anziani etc.) che lascia ben poco spazio alla relazione.
“Per rafforzare l’intesa, risvegliando i sentimenti assopiti dalla quotidianità, perché non allenarsi insieme?”
suggerisce Fabio Inka creatore di Impacto Training, un allenamento rapido, divertente e, soprattutto, efficace.
Praticare attività fisica in compagnia del proprio partner, approfittando anche delle belle giornate di sole, può migliorare la coppia in termini di affettività e intimità, con il plus che sono sufficienti pochi minuti al giorno (20) praticati con regolarità e costanza, per riuscire anche a mantenerci in forma!
Fattore Resistenza
Sfatiamo un luogo comune secondo cui si può allenare la forza solo con i pesi classici: la resistenza manuale offerta dall’opposizione di un’altra persona, quando ben utilizzata, ne aumenta i livelli al pari di pesi, manubri e macchinari.
I muscoli non sanno se solleviamo una borsa di sabbia o un attrezzo: il tipo di resistenza non fa differenza, conta più come usiamo uno strumento e non tanto quale strumento usiamo. Sbagliato anche pensare che se il compagno è fisicamente più forte di noi non ci si possa allenare insieme:
“Basta conciliare la minore potenza di uno, con la maggiore forza dell’altro. Il più forte può utilizzare un solo arto oppure aggiungere un libro o una bottiglia d’acqua per colmare il gap”.
Lavorando insieme, possiamo utilizzare il nostro corpo per aumentare la resistenza del lavoro del nostro compagno, aiutandolo a fare dei movimenti più intensi, che da solo non potrebbe svolgere. Viceversa, lo stesso principio vale anche a nostro vantaggio.
Il segreto è proprio nell’intensità applicata per l’allenamento, parametro fondamentale per determinare la spesa energetica e le calorie consumate, non solo durante l’esercizio, ma soprattutto nel “post”.
Vantaggio non da poco se si considera che, grazie ad allenamenti brevi ma particolarmente sostenuti, (come quelli proposti in questo articolo) si possono consumare calorie fino a 48 ore successive all’allenamento, con un’azione brucia grassi che prosegue poi perfino durante il riposo.
I Vantaggi dell’allenamento condiviso
“Al di là del legame affettivo, cerco sempre di promuovere gli esercizi di coppia perché aiutano a socializzare, sono divertenti e danno la possibilità di aumentare l’intensità dell’allenamento, che diventa più produttivo per migliorare il tono muscolare e per perdere massa grassa” spiega Inka.
I primi vantaggi
IL PLUS PER L’ALLENAMENTO A DUE:
- Efficace senza uso di attrezzi. Può essere svolto in qualsiasi luogo, anche in poco spazio.
- Permette di controllare la velocità dell’esercizio durante tutto il movimento.
- È possibile far lavorare i muscoli al massimo della loro capacità, in ogni singola ripetizione di ogni esercizio, potendo modulare l’intensità in tutte le sue fasi, dall’inizio alla fine del movimento.
- L’occhio vigile del partner offre a entrambi un feedback sulla corretta esecuzione dell’esercizio e della postura.
IL PLUS PER LA COPPIA:
- Aiuta a creare affiatamento e complicità, incoraggiandosi a vicenda.
- Permette di passare più tempo insieme, ottimizzando i tempi da dedicare l’uno all’altro.
- Spinge entrambi a migliorare la propria organizzazione, costringendo a un serio impegno nel conciliare tempo, orari e costanza.
- Aiuta a coltivare una passione comune, ulteriore “collante” per il legame.
- Consente di instaurare una sana competizione.
Chi deve fare Cosa
Per i partner due ruoli distinti: spotter e lifter
La cooperazione deve essere totale per ottenere la massima resa da ogni esercizio. Per questo è necessaria una netta suddivisione dei ruoli tra chi aiuta (lo spotter) e chi esegue l’esercizio (il lifter).
Lo spotter deve incoraggiare e correggere il partner, stando attento a non esercitare la massima resistenza già nelle prime ripetizioni del riscaldamento, ma modulandone l’intensità fino al termine dell’esercizio. Tutti i movimenti dovrebbero essere fluidi e controllati.
Al lifter, invece, spetta il compito di spiegare al partner come mettere la resistenza più adatta (per es.: “mi stai spingendo troppo forte o troppo piano”) che va sempre ricercata senza mai togliere tensione al muscolo: anche per un istante, renderebbe l’esercizio meno produttivo.
Per far sì che il muscolo lavori sempre correttamente, bisogna tenere presente che ogni movimento richiesto dall’esercizio è composto da due fasi: una di salita e una di discesa. Alla fine della salita, il lifter deve mantenere la posizione per un secondo, per evitare l’effetto rimbalzo e dare il tempo al compagno di cambiare la resistenza. La discesa, invece, deve durare sempre 4 secondi per mantenere la giusta tensione sul muscolo.









