Dolori articolari: i benefici dei fiori di Bach

Non tutti sanno che i Fiori di Bach, rimedi usati per il riequilibrio emozionale, hanno anche forte azione sul corpo fisico, riuscendo a correggere e prevenire disagi fisici somatizzati, attraverso la “vibrazione energetica” dei vari fiori. In pratica, si ricrea “armonia” nel corpo attivando un processo di autoguarigione e di benessere psico-fisico.

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Per far questo, sono molte le essenze usate oggi nella terapia floreale: fiori Californiani, Australiani, Bush e Living, i fiori francesi Deva e poi fiori da tutto il mondo. Miria Silvi privilegia per il suo lavoro i fiori di Bach e quelli Californiani.

Fiori di Bach: benefici contro i dolori articolari

“Correggono o alleviano infiniti disagi”, ci dice l’esperta, sottolineando che “i fiori non sono un farmaco e non vanno intesi come tale, concorrono solo a sollevare lo spirito e migliorare lo stato generale della persona. Infatti, se si stanno assumendo (o si assumeranno) delle medicine consigliate dal medico, non ci si deve considerare guariti dopo l’uso dei fiori, che appunto sbloccano la nostra forza reattiva e le energie necessarie per guarire”.


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Per averne una prova pratica, si possono provare dei rimedi adatti ad “aiutare” i dolori articolari, in questo periodo un fastidio molto comune tra la gente di tutte le età.

Rimedi per i dolori articolari

Dai fiori possiamo ricevere un valido “aiutino” per sentirci in forma. Per evitare di andare in un campo fiorito a estirpare qualche erbaccia dal dubbio valore, quali comprare sotto forma di estratti in farmacia?

“Il primo fiore che si usa (sia oralmente, opportunamente diluito, sia inserito in una crema base) è Rock Water”, suggerisce l’esperta. Spiegandone il motivo: “Questo fiore è usato per la flessibilità, per lo sblocco delle articolazioni rigide. Il fiore è particolarmente indicato per chi è duro e intollerante, anche con se stesso, per chi ha un concetto di vita rigido e si crea schemi mentali intransigenti, cristallizzando atteggiamenti dogmatici.

Sul piano fisico, serve nei casi di rigidità articolare cronica, non infiammatoria, per le contratture, i postumi di fratture, la perdita della mobilità.

Ma, attenzione: non si usa da solo, perché va unito ad altri fiori, come, ad esempio l’Oak, nato per lenire lesioni da sforzo eccessivo, o per articolazioni sofferenti a causa di artrosi e articolazioni che devono comunque lavorare. Il fiore – racconta la flori-terapeuta – serve per chi ha eccessivo senso del dovere e lavora ad oltranza, con assoluta dedizione e senza arrendersi mai”.

Un bouquet fiorito

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“Altro fiore che può essere usato con successo è l’Elm. Il fiore aiuta ad essere all’altezza della situazione che si vive, ristabilendo l’equilibrio energetico. Nelle situazioni fisiche, il fiore aiuta nel dolore di forte intensità, agisce su organi che devono “comunque lavorare, anche se con dolore”. Inoltre, Elm rinforza la funzionalità delle articolazioni e aiuta nella rigidezza articolare.

Allo stesso scopo lavora il fiore Californiano Dandelion, che favorisce il rilassamento psico-fisico e allevia contratture, dolori e rigidità, soprattutto nella colonna vertebrale, sulla quale lavora moto bene il fiore francese Lilas, che aiuta nel riallineamento dei dischi vertebrali.

Io userei anche Hornbeam, per dare energia nella lassità e perdita di tono dei muscoli: questo fiore dà vigore ed elasticità, ridona flessibilità. Qualche goccia di Impatiens non la trascurerei: è il fiore che rilassa, che calma nelle contratture e tensioni di tipo acuto (torcicollo, lombalgia e strappi muscolari). Ci sono poi anche molti altri fiori che funzionano per disagi di tipo muscolare-articolare, ma per scegliere bene consiglio di “sentire” il proprio dolore come se parlasse in prima persona.”


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