Disturbo bipolare: cause e rimedi

Eventi stressanti, disturbo bipolare, capacità di resilienza dell’individuo, mancanza di sicurezza occupazionale e di reddito: questo il risultato causato, nel nostro Paese, dal forte impatto della crisi economica.

MENTAL

La stragrande maggioranza degli italiani, il 95%, ritiene che la difficile situazione, economica e sociale, abbia determinato un aumento delle persone che soffrono di disturbi quali depressione, ansia, abuso di alcool o altre sostanze. Ed è aumentata anche la percezione di un peggioramento della situazione: dal 53% al 62%.

Come, al lato pratico, gli italiani affrontano la situazione? Il 48% consiglierebbe ad un amico in difficoltà di rivolgersi a un medico o uno specialista, il 46%, dopo un momento di imbarazzo, si reca dal medico o da uno specialista; il 33% non si rivolge a nessuno e risolve il problema da solo; infine il 21% va subito, o quasi, dal medico o dallo specialista.

Questi alcuni dei dati riportati dall’indagine condotta dall’ISPO “Gli italiani e l’impatto percepito della crisi sulla psiche”, ieri discussa in occasione della presentazione del 19° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologi – SOPSI – a Milano dal 23 al 26 febbraio 2015.

“L’aggravarsi della crisi finanziaria stessa, la mancanza di sicurezze lavorative e di guadagno – ha dichiarato il Professor A. Carlo Altamura, Professore Ordinario di Psichiatria dell’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e di Salute Mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – determinano esaurimento e stress che sfociano in fragilità già presenti negli individui: le difficoltà economiche ed il peggioramento della situazione economica in generale hanno spesso aggravato alcune malattie e ne hanno slatentizzato di nuove. Hanno, inoltre, determinato un forte impatto per i pazienti e per i loro relativi caregivers, coinvolgendo tutta la comunità. Da queste premesse nasce l’esigenza di porre attenzione anche sull’impatto che la recessione ha sulla gestione della salute mentale”.

L’allarme è confermato anche dai dati del Rapporto Osmed 2014 sull’uso dei farmaci: gli italiani consumano un numero sempre più elevato di antidepressivi, tanto che questi farmaci rappresentano ad oggi una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica.

I più colpiti dai disturbi mentali

CRAZY

I ‘pazienti della crisi’ sono sia uomini che donne, con una lieve predominanza del sesso femminile. L’età media è di 50 anni, ma non mancano pazienti giovani e della terza età, un chiaro segno che le problematiche psicologiche riconducibili alla difficoltà economica sono trasversali a numerose fasce di popolazione. 

Per meglio comprenderne gli effetti, basterà valutare lo studio dell’Osservatorio sulla Crisi della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano. Secondo gli esperti della Fondazione, la crisi oltre a colpire fasce di popolazione eterogenee, fa emergere, soprattutto tra i giovani, un pensiero definito dagli specialisti ‘assenza di futuro’. L’identità lavorativa è un importante fattore protettivo per la salute mentale delle persone, insieme alle relazioni familiari e sociali, alla sicurezza economica. I dati dell’Osservatorio, inoltre, mostrano come la crisi colpisca due volte: la prima a livello psicologico dell’individuo, la seconda ‘isolando’ la persona dal supporto di parenti e amici.

“La situazione – ha proseguito il Professor A. Carlo Altamura – deve essere tenuta sotto controllo, soprattutto grazie ad un lavoro congiunto che coinvolga diverse figure: psichiatri, psicologi ed operatori sociali, uniti per affrontare nel migliore dei modi le patologie crisi-correlate e per arginare l’aumento di suicidi, alcolismo, ansia, depressione o patologie cardiovascolari. E non solo nel nostro Paese la crisi finanziaria sta avendo pesanti ripercussioni sulla salute mentale della popolazione: basti pensare all’aumento del numero dei suicidi soprattutto in Nord Europa”.

I più a rischio ora e nei prossimi anni?

“È probabile – ha concluso Altamura – che siano i cosiddetti “pazienti della post-modernità”, caratterizzati da un sé fragile e portatori di disagi psichici legati a tematiche di narcisismo e dipendenza, patologie in crescita sin dagli anni’ 90: sostanze, gambling, shopping compulsivo e working addiction”.