Come allenare la propria mente?

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07/04/2021

La mente, così come il corpo deve andare in palestra. Anche il cervello, infatti, ha bisogno di esercizio per non perdere colpi. Per alcuni misteri, poi, c’è bisogno di un allenamento ancora maggiore. Ecco quali! 

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Le attività più “sedentarie”, come manager, giornalisti, insegnanti, sono quelle che hanno bisogno di più allenamento, dato che spesso si affidano ad altri strumenti per fare i calcoli o tenere a mente gli impegni. E questo indebolisce una parte del cervello.

Ma gli esperti neuropsicologi di Assomensana (associazione che si occupa di prevenzione dell’invecchiamento mentale) hanno messo a punto una serie di esercizi pratici per la mente, presentati al RiminiWellness 2011.

Professioni “troppo sedentarie” per la mente

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“Ogni professione tende a specializzare alcune funzioni e aree cerebrali, mentre altre vengono lasciate inattive. Le abilità mentali utilizzate quotidianamente da chi svolge un’attività intellettuale sono molteplici e spesso ben allenate. Problem solving, pianificazione, ragionamento, working memory(la memoria che consente di tenere a mente e processare più informazioni), abilità di multitasking (lavorare su più progetti contemporaneamente), linguaggio parlato e scritto, sono veri e propri strumenti di lavoro.


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spiega il dottor Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo e presidente dell’associazione Assomensana.

“Queste attività stimolano le aree a livello dei lobi frontali e le strutture corticali della zona anteriore del cervello. Ma le altre abilità, gestite da altre parti del cervello, come le strutture latero-posteriori e sottocorticali, vengono trascurate.

Di chi è la colpa? In buona parte della crescente tendenza a delegare alle cosiddette protesi mentali, quindi computer, agende elettroniche, calcolatrice. La memoria prospettica, cioè quella che attiviamo per ricordare appuntamenti e attività da svolgere in futuro, e quella dei numeri sono affidate ad agende, rubriche, palmari, organizer. L’attenzione selettiva, ossia la capacità di discriminare singoli dettagli, è compromessa dalla necessità di operare su grandi quantità di informazioni in poco tempo.

E anche il linguaggio, che verosimilmente è sollecitato senza sosta, potrebbe restringersi al vocabolario specialistico e trascurare le abilità connesse di fluenza fonetica e semantica. Inoltre, gli effetti negativi dello stress interferiscono con la memoria a lungo termine”.

Quanta ginnastica mentale e per quanto

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“Sono sufficienti anche solo quattro sessioni di training cognitivo di un’ora a settimana per avere i primi benefici in diverse abilità.”

afferma Iannocari.

“Per esempio, la fluenza fonemica, cioè la capacità di recuperare parole che iniziano con una data lettera, ottiene un incremento di oltre il 30%, passando da 12 a 16 parole in due minuti, con riduzione del fastidioso fenomeno della “parola sulla punta della lingua”.

Inoltre, molte persone dicono di aver ripreso attività e hobby abbandonati da tempo nella convinzione di non essere più capaci di svolgerli oppure iniziano nuove attività lavorative dopo aver rivalutato le proprie capacità cognitive. In età avanzata la ginnastica mentale sviluppa le risorse intellettive residue dell’individuo e, possiamo dire, sempre con molta prudenza, che ritarda l’insorgenza di patologie tipo l’Alzheimer, secondo quanto emerge da studi recenti”.


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Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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