Cervello: come mantenerlo allenato

Dopo un lungo anno trascorso a “sgobbare”, andare in vacanza dovrebbe essere un diritto sacrosanto, eppure non tutti sono d’accordo. Secondo il responsabile del reparto di Memoria del Centro medico Santagostino di Milano, il neuropsicologo Pietro Davide Trimarchi, è assolutamente sconsigliato mettere a riposo il cervello che, invece, andrebbe nutrito di continuo.

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Tutti noi, a detta dello specialista, dovremmo sempre apprendere qualcosa di nuovo in modo da conquistare quella plasticità cerebrale tanto preziosa per consentire al cervello di modificare il suo funzionamento durante l’intero arco della nostra vita.

E quale migliore occasione dell’estate, periodo in cui riusciamo ad avere più tempo a nostra disposizione per apprendere qualcosa di nuovo?

Se è vero che non abbiamo scuse, è anche da precisare che non importa il “genere” dello studio a cui dedicarsi, che può essere sia concettuale, come ad esempio una lingua, sia corporeo come un tipo di ballo, o anche di diversa natura: l’importante è che si tratti di una conoscenza del tutto “nuova”, che prima non si conosceva.


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Oltre all’apprendimento, il neuropsicologo invita a fare un uso costante di altre “palestre” in grado di migliorare le nostre capacità mentali. Ecco qualche esempio.

Cervello: non mandiamolo in vacanza!

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Sonno: un adeguato riposo notturno è fondamentale per il buon funzionamento della mente, utile soprattutto a consolidare tutto ciò che si è appreso durante la giornata;

Esercizio aerobico: che si tratti di nuoto, camminata veloce o bicicletta, qualsiasi tipo di attività fisica influenza le strutture cerebrali deputate all’apprendimento;

Dieta sana: consumare alimenti sani e mangiare in modo equilibrato aiuta il cervello a mantenersi in forma;

Vita sociale: essenziali per il nutrimento emotivo, le relazioni con amici e parenti aiutano a mantenere “vivace” l’attività cerebrale.

L’enigmistica: una poderosa medicina antietà

Bastano pochi minuti al giorno di cruciverba per mettere in funzione più aree cerebrali e allenare i neuroni, la cui salute dipende direttamente dalla loro stimolazione, come ampiamente dimostrato dalla scienza.

Lo sforzo richiesto per la risoluzione dei vari quesiti, mette in gioco le funzioni cognitive superiori (pensiero astratto, attenzione, nessi logici, memoria) e preserva dal declino cognitivo.

Mai senza la vitamina B12

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Studiata già da diversi anni in relazione all’aumento di rischio di depressione, declino emotivo e malattia di Alzheimer, la vitamina B 12 è oggi nuovamente sotto il mirino della scienza.

Grazie a una ricerca del Karolinska Institute di Stoccolma, appena pubblicata su Jama Psychiatry, si è potuto osservare come bassi valori di questa vitamina, oltre a una grave carenza di ferro siano associati a una maggior perdita di volume cerebrale.


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Non solo un fenomeno legato all’invecchiamento, ma anche un segnale che precede l’esordio della demenza. Quali sono le sue fonti alimentari?

Essenziale per assicurare longevità, la “vitamina dell’energia”, così ribattezzata per il suo potere energizzante, è presente negli alimenti di origine animale: principalmente in carne (soprattutto fegato) e pesce, e a seguire nelle uova (tuorlo), latte e derivati (formaggi stagionati).


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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