Carbone vegetale: benefici e virtù

Con la collaborazione della dottoressa Adriana Catalano, biologa-nutrizionista a Palermo; scopriamo tutto sul carbone vegetale: come assumerlo, quale scegliere, e per chi è consigliata l’assunzione.

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Capita a tutti di sentirsi appesantiti e di avere quella fastidiosa sensazione di pancia gonfia causa di disagio e nervosismo che, come se non bastasse, alle porte dell’estate, fa sentire inadeguati nell’indossare abiti che poco lasciano spazio all’immaginazione.

Un rimedio naturale, e pure un valido aiuto a questa difficoltà in più, è offerto dal carbone vegetale. Ma che cos’è esattamente? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Adriana Catalano, biologa-nutrizionista di Palermo che ci ha spiegato le sue caratteristiche.

Carbone vegetale a cosa serve?

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Noto anche come carbone attivo, si tratta di un supplemento di fibre vegetali lignee. Il legno estratto da betulla, salice e tiglio viene sottoposto alla “pirolisi”, ossia ad un processo di decomposizione termica in assenza di ossigeno e a temperature elevate (in pratica una carbonizzazione senza fiamme) che dà porosità.

È proprio la porosità che attribuisce al carbone la proprietà “adsorbente”, la capacità di trattenere sulla sua superficie liquidi e gas. In pratica, va ad adsorbire le bolle d’aria e le sostanze tossiche presenti nell’intestino.

A chi è indicato il carbone vegetale

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È utile per risolvere i problemi digestivi, di meteorismo, di stitichezza e di pancia gonfia, ma anche in presenza di allergie e gas; la dottoressa Catalano sottolinea:

“Il gonfiore addominale è anche sintomo di intolleranze che causano il mal assorbimento di apporti nutrizionali, nonché di gastrite, reflusso gastro-esofageo e malattie infiammatorie a carico dell’apparato digerente”.

In linea generale, il carbone attivo può essere assunto da tutti i soggetti affetti da disturbi gastrointestinali. È sconsigliato solo alle donne incinte o durante l’allattamento, a meno che non sia preso sotto stretto controllo medico dal momento che può lenire i sintomi peptici legati allo stato di gravidanza.

Il carbone vegetale è controindicato nel caso di cure con antibiotici o se si fa uso della pillola anticoncezionale, perché il suo potere adsorbente riduce gli effetti farmacologici.

Carbone attivo: l’aiuto in più per la dieta

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L’obiettivo è di perdere peso? Ecco il consiglio della specialista:

“Non esistono rimedi last minute. – sottolinea la nutrizionista – Per tornare in forma bisogna attivarsi per tempo, almeno due o tre mesi prima della bella stagione. La dieta mediterranea è la migliore in assoluto perché oltre che sul calo ponderale agisce su quei sintomi che provengono da alterazioni come meteorismo e aerofagia. Perciò, una corretta alimentazione fatta dal 55% di carboidrati, 25% di grassi, 15% di proteine, coadiuvata dall’utilizzo di carbone vegetale può contribuire al benessere generale ed alla perdita di peso”.

È bene, infatti, precisare che trattandosi di un integratore alimentare non può essere considerato come sostituto di una dieta bilanciata.

L’assunzione va accompagnata con acqua, entro due ore dai pasti principali. Le dosi variano, ovviamente a seconda dei casi da trattare. Per ottenere effetti duraturi si consiglia un ciclo di almeno due o tre settimane.

Come sceglierlo il carbone vegetale

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In commercio si trova in polvere da sciogliere in acqua, in compresse o capsule. Lo si può reperire presso diversi punti vendita, dalla farmacia all’erboristeria e nei migliori supermercati.

“Nella scelta bisogna preferire chi effettua rigidi controlli nella filiera produttiva. Il prodotto da supermercato riguardo l’estrazione e purificazione può non dare le garanzie sufficienti”.

Altra cosa importante:

“Tutti gli integratori alimentari – puntualizza la nutrizionista – devono presentare un marchio con la garanzia che il supplemento non contenga pesticidi, aflattosine e microbi”.