Attività fisica: toccasana anche per il cervello

L’attività fisica non solo ci permette di allenare i muscoli, ma anche il cervello. Soprattutto nei soggetti in sovrappeso ed obesi, determina infatti una maggiore attività dei neuroni coinvolti nel rilascio degli ormoni dai quali dipende il senso della sazietà e della fame e, quindi, la gestione dell’apporto di cibo.

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Ad affermare che lo sport fa bene anche all cervello sono i risultati di uno studio brasiliano, pubblicato su “Plos Biology”, che si è basato sull’osservazione dell’attività ipotalamica di topi obesi sottoposti ad esercizi fisici.

È noto come una iperalimentazione, basata prevalentemente sul consumo di grassi saturi, determini una condizione di resistenza ipotalamica nei confronti sia dell’insulina che della leptina.

Se si instaura una condizione sia di insulino-resistenza che di leptino-resistenza, il cervello non è più in grado di rispondere a questi segnali.

Entrambi gli ormoni regolano infatti il senso della fame, in particolare la leptina “informa” il cervello  che l’apporto di cibo è stato sufficiente e che bisogna smettere di mangiare.


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L’alterazione, sia del funzionamento di questi ormoni, sia della capacità di risposta cerebrale alla loro azione, contribuisce enormemente a determinare una condizione di iperfagia che, a sua volta, sarà determinante nell’innescare un circolo vizioso tra alterazione ormonale e aumento del peso corporeo.

Sport: anche il cervello ne giova

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La ricerca condotta presso l’Università di Campinas ha comportato la valutazione di alcuni parametri fisiologici su topi obesi sottoposti ad attività fisica. Si è potuto osservare, in seguito all’esercizio fisico, un aumento dell’espressione dell’Interleuchina 6 e 10, proteine coinvolte nell’aumento della sensibilità all’insulina e alla leptina.

I topi avevano un minor senso di fame mangiando meno. I topi invece non obesi, ma sottoposti alla stessa attività fisica, non mostravano alcuna variazione a livello della secrezione ormonale e dell’assunzione di cibo.

Ma l’attività fisica ha anche la capacità di proteggere il cervello da sostanze neurotossiche determinanti nell’insorgenza di patologie come la malattia di Parkinson. Ciò è stato dimostrato da un altro esperimento, stavolta condotto negli Stati Uniti: tre macachi sono stati sottoposti  a cinque ore settimanali di attività fisica su un tapis roulant mentre, altri tre non venivano sottoposti ad alcun allenamento.

Successivamente, ad entrambi i gruppi di scimmie è stata somministrata la MPTP, una neurotossina capace di inibire esclusivamente i neuroni coinvolti nella secrezione della dopamina.

Questi neuroni sono appunto chiamati dopaminergici e sono collocati in diverse aree cerebrali (ipotalamo, locus niger, corpi striati). La dopamina svolge numerose funzioni: controllo della funzione motoria; produce un aumento della diuresi e della escrezione urinaria di sodio; determina un aumentato rilascio di noradrenalina dalle terminazioni nervose adrenergiche, a sua volta coinvolte nell’incremento della contrattilità, della gittata cardiaca, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa sistolica.


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L’MPTP si è visto capace di inibire il rilascio di dopamina nei tre animali che non svolgevano alcuna attività fisica, inoltre, gli animali avevano difficoltà nella coordinazione dei movimenti, in particolare delle mani; mentre, non esercitava alcun effetto nelle scimmie che svolgevano costante attività fisica e non determinava alcuna alterazione della loro mobilità.

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Questo studio dimostra ancora il ruolo di prevenzione e cura svolto dall’esercizio fisico; è importante però che questo venga fatto in maniera continua e costante. Inoltre, apre nuove speranze per le persone affette da Parkinson, per le quali l’esercizio fisico proteggerebbe proprio quei neuroni che in questa patologia sono seriamente danneggiati.

Lo svolgimento di un’attività fisica è quindi indispensabile per il mantenimento dello stato di salute del nostro cervello, contribuisce a incrementare l’apporto di ossigeno e nutrienti al tessuto cerebrale, migliora il nostro metabolismo e, di conseguenza, anche il nostro comportamento alimentare; contemporaneamente ci aiuta a difendere i neuroni da tutto ciò che può alterare il loro funzionamento.

Bisogna però tenere in considerazione come questi numerosi benefici si ottengono solo se l’esercizio fisico è regolare e viene mantenuto nel tempo; in particolare, si traggono maggiori vantaggi se l’attività svolta è di tipo aerobico, anche se di intensità moderata, come quella svolta grazie a quotidiane passeggiate.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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