Diradamento dei capelli: tricopigmentazione soluzione immediata

Cos’è la tricopigmentazione? Può aiutare in caso di alopecia? Può essere addizionata ad altre tecniche di rinfoltimento come ad esempio l’autotrapianto?

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La tricopigmentazione può aiutare tutte quelle persone affette da alopecia o calvizie che vorrebbero nascondere questa problematica. Scopriamo in cosa consiste questa tecnica di pigmentazione indolore.

Cos’è la tricopigmentazione?

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La tricopigmentazione  è un trattamento estetico innovativo che consente di simulare a livello del cuoio capelluto la presenza dei capelli. Lo scopo quindi è quello di coprire delle aree diradate a causa dei vari tipi di alopecia, come androgenetica, areata o totale, oltre che ad essere un completamento alla medicina e chirurgia e nella fase post protesi e/o copertura cicatrici.

L’ideatore Ian Watson ha messo a punto questa tecnica appositamente per il cuoio capelluto. Essa rappresenta l’evoluzione della “micropigmentazione”, utilizzata nel campo della chirurgia estetica. Poiché è utilizzata nel settore tricologico, sia i pigmenti che la strumentazione impiegati sono specifici per il cuoio capelluto.

La tricopigmentazione può affiancare tutte le altre metodiche tricologiche sia mediche (mesoterapia) che chirurgiche (autotrapianto) utilizzate come rimedio alla caduta dei capelli. Nel caso in cui non ci si possa sottoporre ad autotrapianto si può ricorrere a questa tecnica come valida alternativa.

La tricopigmentazione non è un tatuaggio

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È bene precisare che la tricopigmentazione non è un tatuaggio. Infatti sia la metodica che il percorso professionale dell’esperto in tricopigmentazione sono diversi da quelli del tatuatore.

In primo luogo, è diversa la strumentazione in quanto gli aghi utilizzati sono più piccoli. Ciò consente di operare sullo strato più esterno del derma, a differenza del tatuaggio che arriva più in profondità. Questo è molto importante, innanzitutto perché, in questo modo la tricopigmentazione risulta indolore. Inoltre, rimanendo più in superficie non si vanno a danneggiare i capelli esistenti, dato che il bulbo del capello si trova in profondità. I pigmenti che vengono utilizzati sono certificati, bioriassorbibili e naturali, mentre il tatuaggio è permanente. Si tratta dunque di due tecniche molto diverse tra loro.

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