Sono sempre di più gli uomini che non si rassegnano a diventare calvi e decidono di correre ai ripari. Solo nel 2014 i trapianti di capelli sono stati 4 mila (dati Associazione Italiana chirurgia plastica estetica). Ma se il desiderio di una chioma fluente è il primo sogno di quanti sono condannati dalla genetica, è pur vero che il trapianto “è uno dei trattamenti a più alto rischio di cattiva riuscita – afferma Luca Cravero, chirurgo plastico della Società Italiana di Tricologia, sottolineando anche che – le false promesse in questo settore abbondano”.
Ecco cosa deve valutare chi pensa di sottoporsi a un trapianto di capelli:
- Distinguere gli specialisti dagli imbonitori. “I veri professionisti sono i chirurghi specializzati in chirurgia delle calvizie. Gli imbonitori sono tutti quelli che promettono false aspettative: internet può diventare una vera trappola. Ho rioperato diversi pazienti rovinati per essere finiti nelle mani sbagliate, per questo consiglio di essere certi della professionalità di chi scegliete”.
- Non tutti possono sottoporsi all’intervento di autotrapianto. “A seconda del grado di diradamento o di calvizie, scelgo di intervenire chirurgicamente solo quando non si compromette l’esito finale: ci sono infatti terapie di supporto (galeniche, PRP, mesoterapia etc.) che in alcuni casi possono evitare l’intervento.
- Si tratta di un intervento chirurgico vero e proprio. “L’autotrapianto è un’operazione che presuppone la partecipazione di un team di professionisti. È necessaria la presenza di un anestesista e di almeno quattro infermiere professioniste e specializzate in chirurgia della calvizie che si occupano della separazione e conservazione delle unità follicolari”.
- Due le tecniche, entrambe valide a seconda dei casi e delle aspettative del paziente. “Con la STRIP, o FUT, che prevede l’escissione chirurgica di una losanga di cuoio capelluto, si recuperano molte unità follicolari da impiantare in una sola seduta. Nella seconda, la FUE, le unità follicolari prelevabili sono decisamente inferiori. La scelta dell’una o dell’altra è a discrezione del chirurgo.
- Una seduta è sufficiente per rinfoltire in modo importante aree che lo necessitano. “Ma bisogna mettere in conto che, se la densità per centimetro quadrato della zona donatrice non dovesse garantire un così alto numero di unità follicolari, è necessario intervenire di nuovo.
- Prezzo. “I costi variano poco: per la STRIP/FUT si aggirano tra i 3 e i 6.500 euro. Per la tecnica FUE tra i 4 e i 6 mila euro a seconda delle unità follicolari”.
- L’autotrapianto riduce le aree glabre o diradate, ma da solo non arresta e cura la caduta dei capelli. “Affidate la vostra testa a mani esperte che vi seguano anche dopo l’intervento con terapie mirate al mantenimento della chioma”, conclude il chirurgo torinese.






