Sbiancamento denti: trattamenti, durata e controindicazioni

Abuso di tè e caffè, fumo, processi fisiologici o conseguenze dell’assunzione di farmaci: sono molte le cause che portano il nostro sorriso a non essere perfettamente candido.

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A volte, anche in assenza di abitudini errate, i nostri denti presentano comunque una tonalità di bianco poco brillante. Che cosa si può fare per correggere un tono che non ci piace o per riportare la dentatura al candore originale? Oggi le possibilità sono diverse, si va dai trattamenti professionali eseguiti dal dentista (il cosiddetto “sbiancamento alla poltrona”) ai kit fai da te acquistabili nei supermercati, passando per le “mascherine” preparate dal medico e utilizzabili a casa.

Tutte soluzioni che, anche un po’ sull’onda della moda made in Usa del sorriso extra-candido, sono studiate per correggere le discromie sulla superficie dentale, agendo su smalto e dentina, gli strati più esterni di un dente. Prima di scegliere il trattamento più adatto, è però essenziale una visita dal dentista: è importante valutare eventuali controindicazioni e scegliere l’opzione più indicata per ciascuno.

Inoltre, l’odontoiatra deve anche assicurarsi che non ci siano evidenze di ipersensibilità o problemi dentali non ancora risolti, che, oltre ad avere la precedenza sui trattamenti estetici, possono inficiare il buon funzionamento di una tecnica sbiancante.

Alimentazione amica dei denti

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Promossi mele e sedano. Da ridurre tè, caffè e, naturalmente, il fumo.

Non è un mistero che quello che si mangia e si beve influisce nel colore dei denti. I principali nemici di una dentatura candida sono tè, caffè, cola, liquirizia. La novità verrebbe però dagli alimenti “amici” del bianco dentale, che dalla tradizione popolare (che già inneggiava ai “poteri” di fragole e mele) sono finiti in una ricerca dell’americana Wake Forest Baptist Medical Center.

Mele e sedano puliscono i denti

Mele e sedano, per esempio, sono promossi non tanto per i principi attivi che contengono, ma in quanto verdure “croccanti”, che contribuiscono con un’azione meccanica a pulire i denti durante la masticazione.

Latticini proteggono dalle carie

Sul podio anche i latticini: l’acido lattico protegge dalla carie mentre il calcio irrobustisce la dentatura. Inutile aggiungere, poi, che la principale causa di annerimento dei denti (oltre che di altre gravissime patologie) resta il fumo.

Tutte le soluzioni, dallo specialista al fai da te

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Sbiancamento alla poltrona

È l’operazione di “bleaching” che si effettua dal dentista. Vengono usati gel o paste a base di perossidi (di carbamide o di idrogeno) ad alta concentrazione (intorno al 30% e oltre).

Come funziona lo sbiancamento alla poltrona?

Dopo avere isolato i denti dalle gengive (con la classica “diga”), si applica il prodotto, che verrà attivato da una lampada. A questo punto i principi attivi attraversano lo smalto, rimuovendo le colorazioni dello strato sottostante. In genere bastano una o due sedute per ottenere un buon risultato, ovvero un cambiamento fino a 6/10 toni della scala colori. Con il tempo, però, l’effetto si attenua. Costa dai 400 ai 650 euro.

Quanto dura l’effetto sbiancamento alla poltrona

Circa un paio d’anni. Dopo di che è possibile ripetere l’operazione.

Controindicazioni sbiancamento alla poltrona

I denti possono diventare ipersensibili, soprattutto alla temperatura, subito dopo il trattamento. Vere e proprie bruciature chimiche e patologie alle gengive sono invece rischi correlati soprattutto a trattamenti eccessivi e troppo ripetuti. Inoltre va detto che il risultato non è garantito al cento per cento: anche per i denti esistono le “macchie impossibili”, dovute a precedenti trattamenti odontoiatrici (otturazioni vecchie, vecchie ricoperture ormai irreversibilmente pigmentate, terapie con tetracicline).

Bleaching professionale in casa

Un’altra opzione è quella del kit di sbiancamento preparato dal dentista ma da svolgere a casa. Qui la concentrazione del principio attivo, responsabile dello sbiancamento, è intermedia (12/13%) tra quella del gel che si applica in studio sotto il controllo dell’odontoiatra (30% e più) e quella delle strisce vendute nei supermercati (3/4%).

Come funziona il Bleaching?

In pratica, basta recarsi allo studio per un’impronta calco della propria arcata dentale, dopo di che il dentista realizza una mascherina personalizzata in silicone morbido. La mascherina contiene un gel a base di sostanze sbiancanti – come il perossido di carbamide, lo stesso utilizzato nelle procedure in studio – e, a seconda delle indicazioni del dentista, va tenuta in posa per un tempo variabile da 30 minuti a 3/4 ore. L’operazione va ripetuta tutti i giorni, per una settimana e l’effetto è molto simile a quello del bleaching alla poltrona. Costa dai 450 ai 500 euro.

Quanto dura l’effetto del Bleaching

Come per lo sbiancamento alla poltrona, l’effetto in genere non dura oltre i 2-3 anni.

Controindicazioni Bleaching

Richiede un po’ più di tempo, nonché di viaggi dal dentista, che tra un trattamento e l’altro dovrà effettuare dei controlli.

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Gel e “strips” al supermercato

Esistono diverse soluzioni “da banco” per lo sbiancamento fai da te, in vendita in farmacia o nei supermercati, con piccole differenza tra l’una e l’altra. Per esempio si può scegliere tra strisce imbevute di gel o paste sbiancanti da stendere sui denti, a seconda del marchio che le commercializza.

Come funzionano Gel e “strips”?

Le “strips” sono sottilissime e flessibili, intrise di un gel a base di perossido di idrogeno, si applicano sulle arcate dentali inferiore e superiore e si lasciano agire per il tempo scritto nella confezione (tra i 10 e i 30 minuti). I gel fai da te, sempre a base di perossido di idrogeno, si posizionano sui denti con un applicatore e si tengono in posa come le strips, a volte in associazione a una mascherina anatomica.

I trattamenti vanno ripetuti una o due volte al giorno, per un periodo variabile tra i 10 e i 28 giorni. Gli ingredienti sbiancanti sono gli stessi delle altre tecniche più professionali, ma presenti in concentrazione più bassa. Una norma europea, entrata recentemente in vigore, fissa come limite massimo di concentrazione di perossido di idrogeno il 6 %: oltre questo limite, solo i dentisti possono disporre dei trattamenti sbiancanti. Costano dai 20 ai 50 euro.

Quanto dura l’effetto Gel e “strips”

Dai 6 ai 12 mesi.

Controindicazioni Gel e “strips”

Si rischia di abusarne, vista la praticità dell’applicazione e la disponibilità sul mercato. Se usati troppo spesso, questi trattamenti – come ogni altro trattamento sbiancante di cui si abusa – possono creare danni, anche gravi, alle gengive.