Prodotti per la pulizia della pelle: miti da sfatare

Sfatiamo insieme i miti che gravitano intorno ad un tema molto caro a tutti ormai: la pulizia della pelle. Una corretta informazione è alla base di una corretta igiene della pelle. Scopriamo come.

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In realtà il latte (o la crema) toglie il make-up, ma può lasciare residui oleosi. Questo non va bene, soprattutto se sei molto giovane o hai la pelle già un po’ capricciosa. Usalo pure, se ti piace la sensazione, ma poi ti tocca il secondo passaggio con un detergente schiumogeno che agisca in profondità ed elimini il sebo in eccesso, svolgendo magari anche un’azione antibatterica.

Anzi anche il tonico si può evitare: Soltanto Heidi si può lavare con acqua di sorgente, pura e incontaminata. Se ti sciacqui la faccia, è ovvio che un po’ di calcare rimanga sulla pelle. Va tolto con il tonico, o meglio con una lozione analcolica adatta al tuo tipo di pelle e la canzone è sempre la stessa: idratante per pelle normale, nutriente per pelle arida, purificante per pelle mista o a tendenza acneica. Le lozioni gelificate o emulsionate (quelle più dense) si applicano anche con i polpastrelli, quelle liquide con due dischetti di ovatta, procedendo simmetricamente dal centro del viso verso i lati.


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Massaggiare l’idratante dal basso verso l’alto tonifica la pelle

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Come la mettiamo con la forza di gravità? Ah, se bastasse qualche carezza dal collo verso gli zigomi per risollevare un viso non più da teenager! Il fatto è che i tessuti cutanei torneranno esattamente nella loro posizione un secondo dopo la fine del massaggio. Perciò puoi evitare di perdere tempo, a meno che ti accontenti della piacevolezza del gesto in sé.

Ho la pelle grassa, perciò non mi serve l’idratante

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Una cosa è l’acqua, un’altra è l’olio, e lo sappiamo bene. Perciò non c’è motivo di privare la pelle, anche la più grassa del mondo, di un elemento prezioso come l’idratazione. A patto di scegliere una formula oil-free, ovvero priva di sostanze oleose. Se poi ha anche una funzione opacizzante (mattifying), ancora meglio. Da non dimenticare l’SPF, che deve essere almeno 15, perché i raggi solari arrivano a te (e alla tua pelle) anche quando il cielo è nuvoloso.


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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