Sopracciglia, l’autotrapianto: come farlo e costo

Arianna Preciballe
  • Appassionata di Gossip e Tv
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

Con la consulenza del dott. Pierfrancesco Cirillo, socio effettivo di Aicpe, Associazione italiana di chirurgia plastica estetica, oggi parliamo delle nuove tecniche per rendere le sopracciglia folte e bellissime!

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Avere un filo sottilissimo al posto della classica arcata sopraccigliare era un must per le vere fashion addict. E così, sempre armate di pinzetta, passavano ore davanti allo specchio o sul lettino dell’estetista per sistemarle e renderle simmetriche, aiutandosi con matite o, per chi non aveva la pazienza e il tempo, direttamente con tatuaggi.

Ma si sa, le mode cambiano in fretta e ora per essere à la page bisogna di nuovo avere le sopracciglia folte; ma come rimediare? Nessun problema, perché a correre in soccorso ci pensa la chirurgia estetica, almeno secondo quanto afferma la British association of aesthetic plastic surgeon, che ha rilevato come sempre più donne inglesi ricorrano a questo tipo di soluzione per fini meramente estetici.

Lo scopo è ricostruttivo

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Anche se questa pratica sembra riscuotere grande successo in Gran Bretagna, nel nostro Paese la situazione pare essere diversa.

“Non si tratta di una novità, dato che l’innesto di bulbi piliferi nel sopracciglio è una tecnica utilizzata in Italia da anni nella chirurgia ricostruttiva e non in quella estetica”

afferma il dottor Cirillo. Questo tipo di operazione, infatti, viene praticata quasi esclusivamente su persone che a causa di incidenti (per esempio in caso di ustioni) hanno delle asimmetrie sul volto, o soffrono di malattie, come l’alopecia universale, per cui hanno perso del tutto o in gran parte i peli delle sopracciglia.

“La tecnica che si utilizza attualmente è la stessa del trapianto dei capelli, ovvero quella monofollicolare”

In pratica si preleva dal cuoio capelluto una piccola striscia di capelli da cui si ricavano altre strisce ancora più sottili. Da queste si estraggono i bulbi che verranno poi trapiantati.

I primi risultati sono visibili già dopo il primo mese. L’unico effetto collaterale è che trattandosi di capelli, crescono come tali, quindi almeno una volta al mese vanno tagliati e regolati alla giusta lunghezza.

“Si tratta di un’operazione meticolosa che richiede attenzione e preparazione. Affinché ci sia un effetto del tutto naturale bisogna studiare il volto della persona, la forma originale del sopracciglio e l’orientamento dei peli di questa zona” continua lo specialista.

Quanto costa?

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L’operazione si svolge in day hospital, dura circa tre ore e prevede l’uso di anestesia locale e, solo nel caso i cui i motivi siano prettamente medici, si può usufruire del Servizio Sanitario Nazionale e pagare quindi semplicemente il ticket.

Per tutti gli altri casi, invece, la somma da sborsare è piuttosto alta. La tariffa per un’operazione di questo tipo varia a seconda della quantità di follicoli interessati e di norma si aggira intorno ai 2.500-3 mila euro.

E le ciglia?

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Il trapianto delle ciglia, invece, viene vivamente sconsigliato.

“In questo caso si dovrebbe intervenire sul bordo della palpebra e si tratta di una zona del viso davvero troppo delicata, correndo il rischio di ottenere un effetto indesiderato

precisa il dottor Cirillo. Cosa fare allora se si vogliono avere ciglia polpose e lunghe? Semplicemente ricorrere a piccoli escamotage, come per esempio l’extension, che si può fare in centri specializzati, è una pratica indolore e costa circa 200 euro.