Nei, macchie, acne e herpes: come proteggerli dal sole

Come proteggere dal sole  la nostra pelle sensibile e danneggiata. Con la consulenza del prof. Antonino Di Pietro, Presidente fondatore Isplad, la Società scientifica che raggruppa gli specialisti in dermatologia che si occupano di inestetismi e di invecchiamento della pelle.

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Siamo bravissimi nella teoria quando si tratta di sole. Scegliamo il solare con attenzione leggendo le etichette, sappiamo qual è il fattore protettivo più indicato alla nostra pelle e conosciamo alla perfezione in quali fasce orarie i raggi solari sono meno aggressivi. Ma allora dove sta il problema in quei 7 milioni di italiani che, durante l’estate oppure subito dopo, corrono dal dermatologo per un problema che si è scatenato al sole?

“Di sicuro gioca un ruolo importante la tendenza alle vacanze ‘mordi e fuggi’ che portano ad avere fretta di abbronzarsi il prima possibile”, spiega il professor Di Pietro. “In questo modo, però, non si dà il tempo all’organismo di produrre la melanina, cioè quella particolare sostanza che dà il colore ambrato alla pelle e che forma una specie di scudo con lo scopo di proteggere dagli insulti del sole”.


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Nei, macchie: come trattarli e proteggerli dal sole

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Se non si è fatto prima, c’è ancora tempo per sottoporsi a una visita dermatologica. Serve per verificare quelle macchie ruvide e di colore marrone che magari sono comparse lo scorso anno dopo le vacanze.

“Se sono di un marrone tendente al rossastro, con in più una crosticina sulla superficie, si tratta di cheratosi solare”, dice il professor Di Pietro. “Va asportata in anestesia locale in modo da eliminarla alla radice e deve essere analizzata, perché potrebbe essere una lesione precancerosa. Quando invece la macchia è di un colore marrone più scuro, significa che è una verruca seborroica. Si elimina con un’applicazione di azoto liquido o con il laser senza anestesia locale”.

Se è possibile aspettare dopo le vacanze, bisogna però ricordarsi di proteggere la zona dove c’è la macchia. Visto che di solito compare sul viso o sulla testa, è bene usare un cappello. Non serve coprirla con un cerotto.

Massima prudenza anche per chi lo scorso anno, trascorsa l’estate e sparita l’abbronzatura, ha notato la comparsa di macchie marroni sulle mani e sul decolleté.

“Sono lentiggini solari” spiega l’esperto. “Di per sé sono innocue, ma rappresentano un importante campanello d’allarme. È la pelle che sta avvisando che negli anni scorsi si è preso troppo sole e che si sta danneggiando”.


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E se ci sono tanti nei?

“Va utilizzato un solare con un fattore di protezione almeno pari a 30- 40. Questo suggerimento va seguito anche da chi ha la pelle scura e non si scotta mai”.

Contraccettivi e cure ormonali

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Capita di ritrovarsi con un’abbronzatura sul viso a chiazze e di scoprire che la colpa è della pillola. Una soluzione di emergenza è utilizzare per il viso una crema solare con protezione 60-70. Dopo una settimana si può scalare a un prodotto con fattore 40, non meno. Ma, alla prima occasione, è il caso di parlarne con il proprio medico. A volte è sufficiente passare a un altro farmaco, perché le chiazze che compaiono su fronte e guance sono dovute spesso a un’ipersensibilità nei confronti degli ormoni contenuti nella pillola. Anche la terapia ormonale sostitutiva può provocare lo stesso effetto, in particolare se la cura comprende anche estrogeni, che sono i più “sensibili” alla luce solare. La soluzione va cercata col ginecologo.

In caso di acne?

“I raggi Uva ad alte dosi sono comedogeni, cioè stimolano una maggiore produzione di acne”, spiega il prof. Di Pietro. “Questa situazione peggiora ancora di più in caso di scottature, perché aumentano lo stato di infiammazione della pelle”.

La prudenza è d’obbligo. Utilizza un prodotto solare in gel che lascia traspirare i pori. Se è in corso una terapia, chiedi al dermatologo se è possibile applicare la pomata solo alla sera.