Manicure: la ricostruzione fa male?

La salute delle unghie non è solo un modo per curare il nostro biglietto da visita principale, ossia le mani, ma anche un modo per stare bene con sé stessi. Da diversi anni ormai l’onicotecnica specializzata in manicure è una figura che molti centri estetici possiedono; noi siamo andati direttamente sul campo per scoprire come lavora questa figura.

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Sulla ricostruzione delle unghie se ne sentono di tutti i colori. C’è chi non la farebbe mai e poi mai, per paura di ritrovarsi con chissà quali problemi. I dubbi sono sempre gli stessi: cosa succederà alle mie unghie? Si indeboliranno? Fa male?

Hai voglia a spiegare che le unghie non si rovineranno e non ci sono controindicazioni: la diffidenza rimane. Noi, che siamo invece delle “nail addicted”, ci siamo documentate sul campo e siamo andate a Modena nella sede di Ladybird Ho, un’azienda italiana leader nel settore della ricostruzione unghie, che organizza corsi di formazione specifici per onicotecnici (tecnici delle unghie).

Salvaguardare la salute delle unghie

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La prima cosa che si insegna alle operatrici in questi corsi è salvaguardare la salute dell’unghia.

Le onicotecniche professioniste si distinguono per l’abilità tecnica e la precisione con cui eseguono il lavoro, ma anche per le garanzie offerte rispetto all’igiene e alla sicurezza. «Questo caratterizza il mercato italiano, mentre negli Stati Uniti l’unica cosa che conta è il risultato estetico», spiega l’insegnante Brunella Russo. L’esperta Debora Piazza mi illustra la terminologia: “Si parla di ricostruzione solo in presenza della tip, mentre se si usa la sagoma per l’allungamento, si deve parlare di scultura. Nel caso in cui non ci sia allungamento dell’unghia naturale, si parla di ricopertura.”

Chi desidera provare la “ricostruzione” deve recarsi in un centro dove l’operatrice sia un’onicotecnica specializzata. Mai andare dall’amica che lo fa a tempo perso.