Lipofilling: cos’è e benefici

Con la collaborazione del dottor Alfredo Borriello, Dirigente dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell’Ospedale “Pellegrini” di Napoli; vediamo come rimodellare una parte del corpo utilizzando del grasso di un’altra zona. 

overweight-woman-with-fat-cellulite-legs-buttocks-obesity-female-body-black-underwear

Rimodellare una parte del corpo prelevando del tessuto adiposo da un’altra zona non è una novità in chirurgia estetica. Solo all’Ospedale “Pellegrini” di Napoli sono centinaia gli interventi effettuati ogni anno.

“La tecnica del lipofilling viene usata in particolare nell’ambito pubblico per restituire forma a una mammella che ha subito una ricostruzione mammaria per l’asportazione di un tumore, oppure per trattamento di ferite o cicatrici”,

spiega il dottor Alfredo Borriello che nel nosocomio napoletano è Dirigente dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica.

Il grasso utile

Da quando è stata introdotta la metodologia che trapianta l’adipe della pancia o delle cosce per ricostruire un’altra parte del corpo è come se si fosse ribaltata una visuale: in questi casi infatti il grasso non è più visto come un problema estetico, ma come una risorsa.

“Alle pazienti che intraprendono un percorso di cura oncologica dopo la diagnosi di cancro al seno – ricorda il dottor Borriello – raccomandiamo di mantenere qualche chilo in più. Sempre senza esagerare, avere un accumulo di adipe nel caso in cui si preveda una ricostruzione è utile per consentire l’operazione. In generale, specie per la ricostruzione mammaria, si effettuano più interventi a distanza di tempo l’uno dall’altro”.

Tutti i vantaggi di questa tecnica

surgery-1807541_1280

Si tratta di un trapianto autologo quindi non c’è pericolo di rigetto. Inoltre il prelievo di grasso dall’addome o dalle gambe rende queste parti del corpo meno prominenti ed esteticamente più piacevoli visto che nella maggior parte dei casi basta una microaspirazione che non lascia cicatrici. Se effettuata privatamente, il costo di ogni applicazione oscilla fra i 2mila e i 5mila euro così come la durata dell’intervento varia dalla parte in cui si opera.

Gli interventi generalmente sono in anestesia locale e permane nella parte interessata una lieve tumefazione che nel giro di pochi giorni, massimo una settimana, sparisce.

“Nel pubblico la lista d’attesa è abbastanza breve se si richiede la ricostruzione del seno dopo una mastectomia dovuta all’asportazione del carcinoma mammario. È possibile intervenire sempre con il lipofilling, in convenzione con il Sistema sanitario nazionale, anche per il trattamento di cicatrici causate da incidenti”, aggiunge il chirurgo del “Pellegrini”.

Lo scopo, infatti, è quello di restituire funzione e integrità ai tessuti danneggiati come per colpa di una lesione che si è cicatrizzata male e ha lasciato delle aderenze o l’esposizione alla radioterapia che tende a bruciare i tessuti.

“Il grasso però non è ancora sostitutivo per gli interventi di mastoplastica additiva – precisa Borriello – quindi non è indicato dopo una mastectomia, però può essere molto utile per le malformazioni o per correggere un’asimmetria dal momento che lo si inserisce dove serve”.