Fangoterapia: benefici e virtù del trattamento

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

I fanghi possono avere origine marina oppure termale e da sempre vengono considerati rimedi efficaci per risolvere soprattutto cellulite e ritenzione idrica, ma anche alleviare dolori o sciogliere contratture muscolari. Scopriamo qualcosa in più su questi potenti alleati per la bellezza del corpo.

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I fanghi possono essere utilizzati ogni tanto oppure giocare un ruolo da protagonisti in una vera e propria terapia che riossigena e purifica la pelle migliorandone l’aspetto, la consistenza e l’elasticità. Ecco come.

Cos’è la fangoterapia?

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La fangoterapia è una pratica effettuata mediante l’applicazione di un impasto caldo a base di argilla, acqua minerale e alghe particolari.

A seconda della qualità dell’impasto e della sua densità, i fanghi vengono suddivisi in vari tipi: salsobromoiodici, solforosi, marini… Nei centri termali, in genere, si utilizzano quelli salsobromoiodici che hanno una grande capacità di trattenere il calore assunto, cedendolo lentamente per tutta la durata dell’applicazione.

“Sono indicati in caso di artrosi, contratture muscolari, lombalgia, cervicalgie, reumatismi, tendiniti, periartriti”

spiega il professor Giuseppe Nappi, medico termale presso Thermae Oasis. Ci sono anche i fanghi marini, usati spesso come anticellulite grazie al loro super concentrato di plancton, alghe, oli essenziali.

“Importante ricordare che per effettuare la fangoterapia in istituto termale è necessario presentare un recente elettrocardiogramma. Il medico acconsentirà l’ammissione alle cure dopo aver visionato la documentazione specialistica”.

Come agiscono i fanghi?

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L’azione curativa dei fanghi non è attivata solo dal calore, anche se la temperatura innesca importanti reazioni, ma anche dalla loro ricchezza minerale, che svolge un’azione rigenerante sul metabolismo, sui movimenti articolari e sulle terminazioni nervose.

La sudorazione conseguente alla loro applicazione determina un vero e proprio spostamento dei fluidi dagli spazi intracellulari a quelli extracellulari. Tutto questo è positivo perché mette in moto uno scambio tra le cellule e l’ambiente esterno e la pelle assorbe elementi nutritivi e cede scorie metaboliche.

Per questo, negli istituti termali le virtù terapeutiche dei fanghi vengono sfruttate per trattamenti di bellezza dedicati soprattutto al corpo, ma anche al viso e ai capelli.

L’applicazione dei fanghi

In genere, la pelle viene preparata con uno scrub, il processo la rende più ricettiva a catturare i minerali contenuti nei fanghi. Poi viene applicato l’impasto fangoso, che ha una temperatura di 42-45°. Il corpo viene avvolto in un lenzuolo e coperto.

Ogni applicazione ha la durata massima di venti minuti e può riguardare tutto il corpo (ad esclusione della testa e della parte anteriore del collo), una parte specifica o la sola area addominale e lombare.

Allo scadere del tempo, al paziente è concessa una doccia o un bagno a 37°; terminata questa fase viene condotto in una cabina in cui rimane sdraiato o semisdraiato da trenta a sessanta minuti, per la fase definita ‘di reazione’.

In questa periodo, infatti, il corpo è ancora soggetto alle reazioni indotte dal trattamento: forte sudorazione, senso di stanchezza… Per questo motivo è opportuno che non ci sia uno stacco troppo netto tra la fase di trattamento e il ritorno alla normalità.

Ogni ciclo di fangoterapia ha la durata di tre settimane, con la frequenza giornaliera di dodici sedute.