Gluteoplastica: cos’è e quali risultati ha

Con la collaborazione del professor Alfredo Borriello, Dirigente dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell’Ospedale “Pellegrini” di Napoli, abbiamo parlato della gluteoplastica, un aiuto per avere un lato B da urlo.

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Tutte vogliono un lato B da far girare la testa. Lo vuole la nuova moda e il nuovo trend in chirurgia plastica. Anche in Italia, l’attenzione verso questa parte del corpo, a lungo trascurata e nascosta sotto il maglione lungo, comincia a farsi largo. Da apripista è stato sicuramente il Brasile, dove più che attenzione al gluteo perfetto c’è una vera e propria ossessione. Lì la chirurgia in questo campo ha fatto passi avanti, giunti in breve tempo anche alle nostre latitudini. Dei nuovi interventi e non solo, si è parlato alla XIII edizione del convegno internazionale di Chirurgia plastica estetica che si è tenuto a Napoli dal 1° al 3 ottobre sulle ultime novità nel campo della chirurgia plastica.


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Effetto naturale

La richiesta crescente di interventi ai glutei ha smosso le aziende produttrici che negli ultimi anni hanno sfornato protesi più anatomiche e rotonde anche per questa zona. L’innovazione ricalca i passi già percorsi dalla chirurgia del seno in cui i materiali si sono evoluti regalando morbidezza, sensibilità e soprattutto un aspetto naturale.

È quello che del resto cercano le donne: sottoporsi al ritocco senza che si veda troppo. “Forse la ragione per la quale c’è una crescita di domanda di interventi di gluteoplastica sta nel fatto che moltissime hanno già rifatto il seno, ora è tempo di dedicarsi anche a quest’altra importante parte del corpo”, osserva il professor Alfredo Borriello, docente di chirurgia plastica all’Università di Napoli e organizzatore del convegno.

Quattro opzioni di operazione

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L’intervento di gluteoplastica prevede una degenza e un recupero minimo di due settimane. “Si tratta di inserire delle protesi intramuscolari che sono le più anatomiche ma che comportano un iniziale fastidio”, spiega il professore. A questo intervento, che va fatto in anestesia locale, segue una terapia di almeno tre giorni a base di antidolorifici.

Un’alternativa di successo è la lipostruttura che sfrutta il grasso corporeo preso da un’altra parte del paziente. “È meno doloroso rispetto alla gluteoplastica – aggiunge Borriello – e per questo il più diffuso per rimodellare il gluteo. Ovviamente si può intervenire solo se il paziente ha del grasso a disposizione in altre zone”. In questo caso i giorni di recupero si riducono a 4-5.


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Come terza via è possibile sottoporsi a iniezioni di acido ianulorico di ultima generazione, il cosiddetto macromolecolare. Non si va in sala operatoria ma semplicemente in ambulatorio. Il recupero è breve, circa due giorni, “Ma il risultato è più moderato perché si aumenta di poco il volume e solo in piccole zone”, sottolinea il chirurgo.

Ultima chance per vedere più tonificato il lato B è rappresentata dai fili di trazione: in questo caso vengono usati i fili da sutura che sono letteralmente cuciti all’interno del gluteo e ancorati verso l’alto a mo’ di impalcatura. Il filo si cicatrizza e viene assorbito dall’organismo, senza quindi alcun rischio di rigetto. “Fra tutte le opzioni è la meno efficace visti i risultati – commenta Borriello – ma fra i pazienti riscuote aspettative elevate. Inoltre è inutile per intervenire su un gluteo rilassato”.