Lifting interno coscia: cicatrici e convalescenza

Con la consulenza di Marco Klinger professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università degli Studi di Milano-Istituto Clinico Humanitas; scopriamo tutto sul lifting alle cosce.

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La trasformazione è così evidente che non occorrono molte parole per descriverla: con gli anni, i tessuti del corpo perdono consistenza e tonicità. Sicuramente il seno e l’addome – soprattutto dopo una o più gravidanze – ma anche le braccia e le gambe.

Certo la “caduta” può essere rallentata da un’alimentazione attenta (ricca di antiossidanti, le sostanze che aiutano il ricambio cellulare) e da una costante attività fisica. Ma, comunque, succede: i tessuti diventano molli e cadenti, sembrano come “staccati” da quelli più profondi.

Quando si verifica nel viso, questa caduta, si pensa subito al lifting, l’intervento capace di sollevare i tessuti e di eliminare la cute in eccesso e di conseguenza le rughe. La stessa tecnica si applica a braccia e gambe, ottenendo gli stessi effetti, cioè tessuti più compatti e di conseguenza dall’aspetto più “giovane”.


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Il lifting inguino-crurale

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Marco Klinger professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università degli Studi di Milano-Istituto Clinico Humanitas spiega:

“Per le gambe si ricorre al lifting inguino-crurale. Il punto di partenza sono cosce molli e cadenti, tipiche di donne che sono dimagrite di molti chili. Il punto di arrivo sono cosce più tese, compatte e ridotte. Il principio e la procedura sono gli stessi del lifting al volto: si scollano i tessuti più superficiali da quelli più profondi e li si riposiziona in modo corretto, per far sì che siano più in alto e più tesi”.

Di sicuro non è tra gli interventi più “soft” (basti pensare che dura in media 1, 5-2 ore) e più frequenti, ma ha comunque il vantaggio di non lasciare cicatrici visibili. Klinger aggiunge poi:

“È vero che le incisioni sono molto ampie e che di conseguenza le cicatrici sono estese. Però sono naturalmente nascoste, in quanto posizionate all’inguine e sul pube”.

L’intervento avviene in anestesia generale e richiede qualche giorno di ricovero. I punti vengono tolti tra i 12 e i 15 giorni dopo l’intervento.

“In questa fase, è fondamentale l’assoluta pulizia delle regioni in cui si trovano le cicatrici e la più grande attenzione a non sottoporre la zona a tensioni particolari. Perché la cicatrice si sviluppi nel migliore dei modi, infatti, è importante che non “tiri””.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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