Dermatologia: gli zuccheri antiaging per la pelle

Arianna Preciballe
  • Appassionata di Gossip e Tv
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

Glicani e fosfolipidi sono ottimi alleati per combattere l’invecchiamento della pelle che, sebbene sia inevitabile, è facilmente contrastabile stimolando la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico.

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Uno studio condotto dal team del Professor Antonino Di Pietro, direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis, e pubblicato recentemente sul Journal of Plastic Dermatology, ha dimostrato che sebbene l’invecchiamento cutaneo sia un processo inevitabile può essere efficacemente contrastato rifornendo la pelle di alcune sostanze.

Quali? Glicani e fosfolipidi, che stimolano le cellule cutanee a produrre più collagene, elastina e acido ialuronico, acquisendo così la capacità di reagire meglio agli stress ambientali.

Le ragioni dell’invecchiamento della pelle

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I più recenti progressi nello studio dell’invecchiamento cutaneo, presentati al congresso dell’American Academy of Dermatology di Chicago, hanno evidenziato il ruolo degli zuccheri per il benessere della pelle.

Il livello degli zuccheri (glicani) si riduce di circa il 50% dai 30 ai 60 anni di età e quelli che restano subiscono dei cambiamenti che non permettono più un ottimale funzionamento di cellule e proteine di sostegno.

Con il passare degli anni infatti, la pelle perde progressivamente la capacità di sintetizzare il collagene, la più importante proteina strutturale, e l’elastina, responsabile dell’elasticità cutanea. Parallelamente diminuisce anche la quantità di acido ialuronico che è il maggiore componente dei tessuti connettivi del derma.

La ridotta presenza di collagene, elastina e acido ialuronico nel derma rende la pelle meno elastica, meno idratata, con ridotta funzione di barriera e maggiormente vulnerabile nei confronti degli agenti esterni che a loro volta favoriscono l’invecchiamento cutaneo.

Invecchiamento della pelle: come contrastarlo?

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La scommessa quindi è quella di riuscire a restituire, integrando dall’esterno, le sostanze che le cellule della pelle non riescono più a produrre.

“Lo studio condotto da mio team, ha arruolato 160 pazienti, trattati con applicazioni sul viso, una volta al dì per 30 giorni, di un composto costituito da fosfolipidi estratti dalla soia e glucosamina (uno zucchero) ottenuta da idrolisi di gusci di crostacei. Il complesso, che prende il nome di fospidin, favorisce la sintesi delle fibre di collagene ed elastina, e la glucosamina, veicolata in profondità dai fosfolipidi, favorisce la sintesi di acido ialuronico in quanto ne è il precursore.

Nelle valutazioni successive si è osservato un miglioramento evidente di tutti i parametri osservati: l’elasticità cutanea è aumentata fino all’8,1%, si è avuto un aumento dell’8,9% della quantità d’acqua presente sulla superficie cutanea (indice di maggiore idratazione superficiale), l’evaporazione dell’acqua attraverso la pelle (segnale di idratazione profonda) è diminuita nel 93% dei casi e si è avuta una diminuzione del 9,2% del numero totale delle rughe e del 12,3% della profondità media

conclude l’esperto. È interessante notare come la ricerca dermatologica made in Italy e le conclusioni dell’American Academy of Dermatology siano arrivate parallelamente agli stessi risultati conclamando l’importante ruolo dei glicani nei processi antiage della pelle.