Chirurgia estetica: 5 cose da sapere prima di ringiovanire lo sguardo

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02/03/2021

Con l’aiuto della dottoressa Renata Migliardi scopriamo cinque nozioni fondamentali prima di sottoporsi ad un intervento per ringiovanire il viso. L’esperta sostiene che è fondamentale per tutte le pazienti essere a conoscenza di queste cinque regole.

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La bellezza è nello sguardo: quante volte ce lo siamo sentite ripetere? Sarà per questo che pur essendo una delle zone più delicate del volto, in poche resistiamo a sottoporci al suo ringiovanimento.
Renata Migliardi, chirurgo oculoplastico di Torino avverte:

“Ma prima di trattare borse, palpebre gonfie o cadenti, occhiaie, zampe di gallina, ci sono cose che ogni paziente dovrebbe sapere: per ottenere il risultato che sogna e per evitare future complicazioni”.

Cosa da sapere prima di ringiovanire lo sguardo

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Renata Migliardi, chirurgo oculoplastico di Torino spiega brevemente quali sono le cinque cose da sapere prima di ringiovanire lo sguardo:

  • Non sottovalutate mai i filler riassorbibili:


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“Pur trattandosi di sostanze controllate e sicure, che nella stragrande maggioranza dei casi producono un ottimo risultato estetico, in rare situazioni possono insorgere delle complicanze, anche a distanza di anni. Ad esempio, nelle occhiaie i filler con acido ialuronico potrebbero causare la comparsa di gonfiore anche dopo 2-3 anni dall’iniezione. Il problema è facilmente risolvibile con iniezioni di un enzima che “mangia” l’acido ialuronico, ma non tutti i medici ne sono a conoscenza e rivolgendovi a quello sbagliato si rischia un calvario infinito”.

  •  La tossina botulinica è ingiustamente considerata colpevole di espressioni innaturali e occhi fissi:

“In molti casi si tratta di blefaroplastiche in cui è stata tolta troppa pelle. – spiega la dottoressa torinese – La mano del medico è davvero importante. Se fatte bene, rispettando proporzioni e armonia del volto, sia medicina sia chirurgia estetica non sono riconoscibili, ma danno un’aria meno stanca e più giovane”.

  • L’importanza di conoscere la fisiologia che si va a trattare:

“Spesso le problematiche estetiche sono legate ad altre funzionali, ed è necessario conoscere bene la fisiologia della zona per riconoscere eventuali disfunzioni. Come, nel caso degli occhi, l’abbassamento di una palpebra o anche il suo margine rovesciato in fuori o in dentro. Piccoli difetti che un chirurgo oculoplastico può correggere contestualmente a quelli estetici. Lo specialista, infatti, con una formazione sia funzionale sia estetica, rappresenta la figura di riferimento per le problematiche dell’occhio”.

  • Attenzione al low cost:

“Dietro a un prezzo troppo basso c’è sempre il rischio che a farne le spese sia la sicurezza del paziente. Nel caso di una blefaroplastica, ad esempio, non bisogna ragionare solo sul prezzo, ma valutare anche dove viene fatto l’intervento e le condizioni di sterilità: meglio preferire una clinica e la presenza dell’anestesista rispetto all’ambulatorio. Possono infatti sorgere complicanze che, se non adeguatamente trattate, portano conseguenze gravi, fino alla perdita della vista o della vita”.


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  • Nuovo tipo di approccio:

Quanto alle rughe, l’approccio è cambiato: non si parla più di riempire la rughe, ma di ringiovanire un viso, valutandolo nel suo insieme.

“È necessario capire dove c’è una perdita di volume per fare un “lifting medico”, utilizzando cioè solo le tecniche di medicina estetica che negli ultimi anni hanno fatto grandi passi avanti. Ovviamente questo è valido solo per situazioni d’invecchiamento non troppo avanzato, per il resto c’è la chirurgia”, conclude la specialista.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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