Caviglie sottili: tecniche e rimedi

Le caviglie sono secondo un ideale estetico uno dei punti più femminili di una donna, sinonimo di eleganza e sensualità! Vediamo insieme come riuscire ad averle sempre sottili e scolpite.

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Quelle di Gisele Bündchen sono le più belle; eleganti, quelle di Elle MacPherson; aggraziate, quelle di Scarlett Johansson. Anche se a detta del “Club della caviglia” il primato va a Kim Basinger e a Demi Moore. Per averle sottili e forti siamo disposte a tutto.

Dopo aver analizzato le cause (obesità, predisposizione genetica a trattenere i liquidi), il passaparola di faticosi esercizi da svolgere con l’apposito ruolo di drenare la zona, l’attenzione è tutta per quella parte del corpo che, secondo un intramontabile ideale estetico, devono essere sottili o almeno scolpite.

Le americane stanno provando di tutto pur di seguire questo pensiero: sedute intensive con il personal trainer, impacchi della nonna e creme. Non sono pochi neppure i casi, disperati, in cui si sceglie la liposuzione che comunque non garantisce certi risultati. Ma cosa fare? Quale tecnica scegliere? Davvero possiamo rimediare a un difetto di natura? Lo abbiamo chiesto a Paolo Mezzana, dermatologo e chirurgo estetico a Roma.

“Si può migliorare sia se c’è prevalentemente un ristagno di liquidi, sia un accumulo di adipe”, spiega il dottor Mezzana, spiegando che “non esiste un rimedio se la caviglia è massiccia per una questione osteo-articolare (così come per i polpacci piuttosto voluminosi per ipertrofia muscolare). In ogni caso, è consigliabile eseguire un ecocolordoppler, in modo che l’angiologo possa escludere una patologia venosa”.

Tecniche per risolvere il problema

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Quando possibile, come possiamo intervenire per assottigliare le caviglie? “Con il linfodrenaggio in presenza di ristagno linfatico, con liposcultura o laserlipolisi se il problema sono i cuscinetti di grasso, ma in casi accuratamente studiati. Non bisogna aspettarsi risultati eclatanti ma un miglioramento si”, risponde Mezzana che spiega la differenza, i pro e i contro di ciascuna tecnica al servizio anche di caviglie grosse:

Il linfodrenaggio

  • “È un massaggio, manuale o meccanico, utile nel caso in cui il gonfiore sia causato da un linfedema, cioè un ristagno di liquidi nella zona delle caviglie. Si basa su manipolazioni mirate molto delicate e ha lo scopo di riattivare la circolazione linfatica, in modo da smaltire l’edema”.
  • Quando: “dai 18 anni in su”.
  • Dove: “anche dall’estetista, purché qualificata, o in ambulatorio medico specialistico”.
  • Quanto: “due volte alla settimana per circa un mese, poi due sedute al mese di mantenimento”.
  • Anestesia: no.
  • Costo medio a seduta: 50-70euro.
  • Durata dell’effetto: fino a che prosegue il trattamento.

Attenzione:

“Va evitato in presenza di infezioni acute, insufficienza cardiaca, flebite  ed altre patologie importanti. Si può fare in gravidanza. Il medico può suggerire di completare il trattamento indossando, durante il giorno, delle calze elastiche che eseguono una leggera e costante pressione sulla gamba, facilitando lo smaltimento della linfa. Il risultato migliora se al trattamento viene associata anche dell’attività fisica come step o nuoto”.

La liposcultura

  • “Se il problema è un lipedema, cioè un accumulo di grasso nella zona delle caviglie, il chirurgo plastico potrà suggerire in casi accuratamente studiati e selezionati una liposcultura, cioè l’aspirazione del grasso nella zona da trattare. Il chirurgo esegue delle microincisioni in corrispondenza del malleolo, l’osso sporgente della caviglia, da cui preleverà il grasso. Le cannule utilizzate per l’aspirazione sono piuttosto piccole (2 millimetri di diametro) e collegate a una siringa particolare per consentire un lavoro delicato e preciso. L’aspirazione del grasso dalla caviglia può essere abbinata a quella del polpaccio ove opportuno”.
  • Quando: “fino ai 50 anni circa”.
  • Dove: in clinica, in regime ambulatoriale o day hospital.
  • Durata dell’intervento: un’ora.
  • Anestesia: locale con o senza sedazione.
  • Tempi di recupero: “subito dopo l’intervento si esegue un bendaggio che va tenuto per due-tre giorni e successivamente una calza elastica per due tre settimane. A questo si associano farmaci anticoagulanti e antibiotici. L’edema si riassorbe solo dopo alcune settimane, durante le quali comunque si cammina normalmente”.
  • Costo medio dell’intervento: 2.000-4000 euro.
  • Durata dell’effetto: in teoria permanente.

Attenzione:

“L’operazione è suggerita nel caso in cui il lipedema sia localizzato nella parte anteriore ed esterna della caviglia e quando il drenaggio linfatico è buono, non sempre è consigliabile intervenire nella parte interna della caviglia”.

La laserlipolis

  • “Attraverso un’incisione cutanea del diametro di un millimetro, una fibra ottica (1-2 millimetri di diametro) connessa al laser viene inserita dal chirurgo plastico nell’accumulo adiposo infiltrato con soluzione anestetica molto diluita, il grasso viene liquefatto da un raggio laser specifico e può essere eliminato spontaneamente o aspirato”.
  • Quando: fino ai 50 anni.
  • Dove: in clinica, in regime ambulatoriale.
  • Durata dell’intervento: un’ora.
  • Anestesia: locale.
  • Tempi di recupero: “subito dopo l’intervento si esegue un bendaggio che va tenuto per due/tre giorni e successivamente una calza elastica per due tre settimane. A questo si associano farmaci anticoagulanti e antibiotici. L’edema si riassorbe solo dopo alcune settimane, durante le quali è comunque possibile camminare normalmente”.
  • Costo medio dell’intervento: 2.000-4.000 euro.
  • Durata dell’effetto: “già con la prima seduta si apprezzano i risultati. Sarà il chirurgo a valutare se sono necessari altri trattamenti. Il risultato in teoria sarà permanente”.

Attenzione:

“L’operazione è suggerita nel caso in cui il lipedema sia localizzato nella parte anteriore ed esterna della caviglia, non sempre è consigliabile intervenire nella parte interna della caviglia”.