Cancellare i tatuaggi: 10 cose da sapere prima di farlo

Rimuovere o cancellare un tatuaggio non è così semplice: le controindicazioni alle quali si può andare incontro: ecco alcune cose da sapere prima di sottoporsi a un trattamento di rimozione completo di un tatuaggio

tatuaggio rimozione pelle

Pentita del tattoo? Sappi che toglierlo “è molto più difficile che farlo”, avverte Luca Siliprandi, chirurgo. E considerato il cospicuo numero di chi decide di rimuoverli, che secondo i dati dell’ Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica ammonterebbero (solo nel 2020) a 14 mila, prima di passare all’eliminazione è meglio valutare con attenzione quanto segue:

10 cose da sapere prima di cancellare un tatuaggio

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  1. La completa scomparsa non è sempre possibile. “Il laser non sempre cancella del tutto il disegno. L’efficacia del trattamento dipende da colore, profondità, densità e tipo di pigmento utilizzato, nonché dal fototipo del paziente, cioè dal colore della sua pelle “, afferma Siliprandi.
  2. Solo i professionisti del settore sono in grado di proporre tecniche moderne. Gli strumenti più innovativi sono laser (laser Q-S) capaci di distruggere le cellule che contengono il pigmento, riducendolo in millesimi di millimetro che vengono smaltiti nei liquidi corporei nel corso dei giorni e delle settimane successive.
  3. Rimuovere un tatuaggio è un processo lungo, che richiede diverse sedute distanziate di circa 6-8 settimane, e per almeno un mese va poi evitata l’esposizione al sole o a lampade abbronzanti.
  4. È difficile prevedere le sedute necessarie per la rimozione. Nei casi più facili variano da 3 a 5, mentre in quelli più difficili si arriva a 8-12 sedute. La stessa riuscita dipende da diversi fattori: tipo di tatuaggio (quelli professionali sono più difficili a causa della maggior profondità del pigmento e della sua elevata densità); colore (il verde, l’azzurro e il giallo, sono a volte impossibili da rimuovere. Il rosso può scurirsi per eventuali materiali ferrosi presenti nel pigmento). I tatuaggi più vecchi sono più facili da trattare rispetto a quelli più recenti, perché il corpo ha già eliminato una parte del pigmento.
  5. La durata di ogni singola seduta dipende dalla superficie del tatuaggio da rimuovere. Una superficie di 4 centimetri di lato viene trattata in una decina di minuti.
  6. I tatuaggi cosmetici (sopracciglia, labbra, areole, camouflage di cicatrici) di colore rosa-marron-arancio, devono essere trattati con prudenza, in quanto “contengono zinco e ossido di titanio e se trattati con il laser Q-S possono annerirsi irreversibilmente”, dice lo specialista di Aicpe.
  7. Il trattamento con laser Q-S è doloroso. Per ridurre il dolore viene applicata della crema anestetizzante e del ghiaccio.
  8. La rimozione è più problematica per chi ha la pelle scura. “Chi ha la pelle olivastra, mulatta o nera o comunque di colore più scuro del tatuaggio da rimuovere corre un forte rischio di alterare la pigmentazione – spiega Siliprandi -. La rimozione è sconsigliata anche a chi ha la tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche o cheloidee, a chi presenta infezioni attive della pelle. Attenzione invece a terapie farmacologiche o con farmaci foto sensibilizzanti”.
  9. Dopo il trattamento si formano sulla pelle delle bollicine. È bene utilizzare unguenti antibiotici e applicare una medicazione con garza vaselinata per uno o due giorni, fino alla formazione delle croste.
  10. In corrispondenza del tatuaggio rimosso potrebbe rimanere una sorta di ombra chiamata “fantasma del tatuaggio”. Può durare alcuni anni o anche per sempre.


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Arianna Preciballe
  • Laureata in Fashion Design
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
  • Appassionata di Gossip e Tv
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