BodyTite: cos’è e come funziona?

Nell’annosa ricerca della perfezione estetica, la chirurgia e la tecnologia negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante. Con la consulenza del dottor Paola Mezzana vediamo quali sono i nuovi trattamenti per combattere le zone adipose.

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L’obiettivo è stato, e continua ad essere, la ricerca di prodotti, trattamenti, metodiche e tecnologie per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi nel tempo, in modo sicuro e con convalescenze sempre più brevi.

Statistiche mondiali ritengono che la liposuzione sia, insieme alla mastoplastica, l‘intervento più richiesto; talvolta, però, i risultati ottenuti, soprattutto in presenza di cedimento cutaneo (dovuto a dimagrimento, età, invecchiamento) o di pelli poco elastiche, non sono eccezionali.

Ma ci sono novità in materia: quali? Lo abbiamo chiesto al dottor Paolo Mezzana, chirurgo plastico ed estetico a Roma:

“La novità assoluta in questo campo è il BodyTite, l’apparecchiatura che utilizza la nuova tecnologia (RFAL) che permette di ottenere e offrire risultati significativi nel trattamento delle aree “critiche”, ripristinandone la tonicità e i contorni, contestualmente a un’eventuale riduzione del pannicolo adiposo quando presente. Per aree critiche si intendono zone come l’interno delle cosce, delle braccia, l’addome, la schiena, il sottomento e il collo, nonché i contorni del viso, notoriamente sottoposti a maggiore cedimento”.


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Come funziona il nuovo BodyTite?

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L’esperto ha spiegato come funziona questo nuovo ed innovativo metodo:

BodyTite associa il classico intervento di liposuzione all’altrettanto conosciuta energia a radio-frequenza, la cannula utilizzata per l’intervento di liposuzione all’energia RF. La scelta di questa accoppiata è basata sull’osservazione che l’applicazione a livello cutaneo (esternamente sulla pelle) della radio-frequenza determina una retrazione cutanea universalmente riconosciuta. La sfida è stata quella di ideare una tecnologia capace di applicare la RF, dall’interno, a tutto lo strato cutaneo interessato e in tutto il suo spessore, proprio per ottenere il maggior “skin tightening” possibile”.

Inoltre poi Mezzana spiega anche che:

“L’idea è stata quella di elaborare una cannula da liposuzione che, durante e contestualmente all’intervento di liposuzione, erogasse RF in maniera uniforme e controllata e, soprattutto, in maniera unidirezionale, quindi dall’interno verso l’esterno, attraversando proprio i tessuti interessati. In generale l’energia RF erogata e direzionata fra i due poli, agevola la liquefazione del tessuto adiposo (che contestualmente può essere aspirato), la coagulazione dei vasi e delle terminazioni nervose superficiali per limitare il sanguinamento e il dolore post-operatorio. Tutto questo “passando”, ovviamente,  per la temuta e odiata cellulite, ottenendo sempre e comunque un ottimo risultato, prevedibile e duraturo nel tempo”.


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La cannula per il trattamento della cellulite

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L’esperto poi continua illustrando nello specifico come si svolge il trattamento:

“La vera novità è stata l’ideazione di una cannula specifica per il trattamento della cellulite, la pelle a buccia d’arancia, specialmente nei suoi stadi più avanzati. La cellulite, più correttamente chiamata liposclerosi, interessa circa la metà della popolazione. Nel 95% dei casi colpisce le donne. Eppure, il termine scelto per parlarne (cellulite) è improprio in quanto in medicina, il suffisso “ite” sta ad indicare un processo degenerativo del pannicolo adiposo sotto cutaneo e delle strutture anatomiche in esso contenute”.

“Proprio per questo, il termine medico ritenuto più idoneo è pannicolopatiaedematofibrosclerotica: dove per pannicolo si intende il problema situato a livello del pannicolo adiposo sottocutaneo. Per edemato tiene conto della zona d’interesse: ossia informa che prima a livello dell’ipoderma e poi nel derma, dove si trova il sistema sanguigno e linfatico, esiste una situazione di ristagno dei liquidi (edema), probabilmente dovuto a cattiva circolazione. Il termine fibrosclerotica segnala invece che si stanno verificando fenomeni di organizzazione fibrosa (come se dovessero delimitare l’edema)”,

sottolinea il medico.

Un vero e proprio intervento di liposcultura

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“La particolare cannula determina la distruzione dei setti fibrosi, la coagulazione e liquefazione del grasso erniato e il rassodamento del tessuto che impedisce, nel tempo, la re-ernizione del grasso e quindi l’antiestetico tessuto a “buccia d’arancia“. In definitiva, un completo rimodellamento della silhouette con un intervento in assoluta sicurezza, veloce e minimamente invasivo”.

C’è da dire che il trattamento BodyTite “è il risultato di anni di studi e di prove, è approvato ed autorizzato dai più importanti enti mondiali preposti al controllo dei dispositivi medici”, rassicura Mezzana.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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