Bellezza: botulino e acido ialuronico accoppiata vincente

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17/02/2021

L’azione combinata di tossina botulinica e acido ialuronico contrasta i segni dell’invecchiamento sul volto in modo migliore e più a lungo di quanto farebbero le due sostanze singolarmente. Vediamo perché questi due metodi sono così funzionali se usati insieme.

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A quanto pare combinare insieme il botulino, e l’acido ialuronico riesce a dare degli ottimi risultati. Il vicepresidente dell’Associazione italiana Terapia Estetica Botulino (Aiteb) Giuseppe Sito,afferma:

“I risultati degli ultimi studi clinici condotti e pubblicati sulle riviste scientifiche sono concordi nell’affermare che l’utilizzo combinato delle due sostanze sia la strada da seguire per l’antiaging”.

Il mix consente di sommare le rispettive proprietà positive spiega Sito:

“La tossina botulinica è utilizzata per ridurre l’attività muscolare del viso mentre l’acido ialuronico corregge la perdita di volume. Numerosissimi studi clinici, condotti negli USA, in Brasile e in Australia, hanno analizzato sicurezza ed efficacia del trattamento combinato di tossina botulinica e filler rispetto ai singoli trattamenti; tutti i risultati hanno confermato che il trattamento combinato ha esiti migliori, maggiore soddisfazione del paziente ed effetti significativamente più duraturi”.


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Un’accoppiata vincente

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Perché l’accoppiata garantirebbe il successo dei risultati? 

“L’ipotesi che viene fatta è che il trattamento con tossina botulinica minimizzi la contrazione muscolare, permettendo al filler di rimanere in posizione per più tempo rispetto a quando è iniettato da solo. Gli effetti collaterali sono stati lievi e comunque transitori, del tutto sovrapponibili fra le diverse tecniche”.

L’azione combinata di filler e botulino contrasta in modo efficace i segni dell’invecchiamento del viso; in particolare rughe della fronte, ‘caduta’ delle palpebre, rughe tra le sopracciglia, zampe di gallina, perdita di volume di guance e labbra, solchi tra naso e labbra e borse palpebrali. Il vicepresidente di Aiteb prosegue spiegando:

“Con il passare degli anni, il processo di invecchiamento porta a perdita di collagene ed elasticità della pelle, a demineralizzazione ossea, ridistribuzione del grasso e ipercinesi dei muscoli facciali”.

Due sono i tipi di rughe che si possono formare aggiunge il medico:

“Gli effetti della forza di gravità, insieme con la perdita di grasso sottocutaneo, il rimodellamento osseo e dei tessuti molli, determinano profondi cambiamenti nell’aspetto e nella fisionomia con la formazione delle cosiddette ‘rughe statiche’. A ciò si aggiunge la perdita di elasticità cutanea e la trazione ripetitiva dei muscoli mimici che, agendo su una pelle poco elastica, sono responsabili della comparsa di ‘rughe dinamiche’. L’azione combinata di filler e botulino si è rivelata efficace in entrambe i casi”.


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Nell’ottica di un approccio che è sempre più complementare e volto ad ottenere risultati il più naturali possibili, la tendenza è quella di intervenire sul viso affrontando i due fattori in modo specifico e con gli strumenti appropriati, conclude Sito:

“Le facce gonfie che spesso i rotocalchi ci presentano non sono frutto di interventi accurati: per questo occorre sempre affidarsi a medici con una comprovata esperienza nel campo della medicina estetica”.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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