Alopecia: cause sintomi e cure

Con la consulenza del prof. PIETRO LORENZETTI, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e Presidente della Società Italiana di Cura e Chirurgia della Calvizie. E del prof. FRANCO BUTTAFARRO, Vice Presidente della Società Italiana di Cura e Chirurgia della Calvizie; scopriamo di più sull’alopecia.

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Noi donne siamo abituate a dare molte cose per scontate nel corso della vita: il corpo che cambia aspetto, le rughe che appaiono e si fanno sempre più profonde, il metabolismo che rallenta. Ma c’è un fenomeno che quando si presenta – a tutte le età – è molto difficile da affrontare: la graduale caduta dei capelli.

Proprio negli ultimi anni, però, si sta assistendo a un crescente numero di richieste di consulto per il trapianto da parte del popolo femminile, nonostante le donne non siano geneticamente predisposte alla perdita. Che cosa sta succedendo, quindi? I diradamenti possono verificarsi a causa di malattie, cambiamenti ormonali e invecchiamento.


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Ma c’è di più. Si è scoperto che l’over styling, come per esempio l’uso eccessivo della piastra e delle extension, peggiora la caduta e la anticipa. Le soluzioni al problema possono essere tante: dalle terapie farmacologiche, fino al trapianto. Ma è importante valutare bene tutte le tecniche a disposizione.

Le cause dell’alopecia

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“Nonostante in Italia non esistano numeri precisi – racconta il professor Lorenzetti – abbiamo riscontrato due fattori che hanno aumentato il rischio di zone di alopecia nelle donne: da una parte la moda delle extension, che provocano una alopecia da trazione. In più, l’utilizzo di colle più o meno aggressive nella zona dell’attaccatura che può indebolire i follicoli sino ad atrofizzarli. La seconda causa è sempre legata allo styling dei capelli e riguarda l’uso di strumenti per la piega che emanano calore, come le piastre e gli arricciacapelli. Per avere un buon risultato è necessario far partire la piastra dall’attaccatura e l’alta temperatura diventa un insulto cronico che può danneggiare irreparabilmente il follicolo”.

Oltre all’over styling, la perdita è determinata da cause tradizionali quali le disfunzioni della tiroide, ma anche diete severe, ustioni e patologie sistemiche come l’ovaio policistico e l’anemia da carenza di ferro.

I primi segnali dell’alopecia 

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Il diradamento, che si evidenzia come iniziale segno premonitore di una AGA (alopecia androgenetica) non sempre è conseguente a una riduzione del numero dei capelli, ma spesso deriva da un loro progressivo assottigliamento. I follicoli interessati producono un pelo corto, chiaro e sottile.

Ad accentuare il diradamento interviene un secondo fenomeno, con piccole aree completamente prive di capelli. Con il tempo, quindi, si assiste a una progressiva, reale riduzione della densità follicolare evidenziata da un cuoio capelluto dall’aspetto sempre più glabro.


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Queste manifestazioni cliniche si presentano in maniera diversa nei due sessi: se nell’uomo la progressione dell’AGA è visibile soprattutto nella linea fronto-temporale (stempiatura) seguita da calvizie del vertice, nella donna si verifica più comunemente nella parte posteriore della testa (regione coronale), preservando l’attaccatura frontale. Negli stadi iniziali, la perdita di capelli può essere diffusa. In questi casi sarà opportuno raccogliere un’anamnesi farmacologica, prescrivere i test di funzionalità tiroidea, consigliare un’ecografia ovarica e verificare la concentrazione sierica di ferritina per escludere altre cause di alopecia diffusa.


Paolo Cesarotti
  • Nutrizionista
  • Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
  • Master in medicina d'urgenza
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