Vitamina K: i benefici per l’organismo

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15/02/2021

La vitamina K è una delle meno conosciute di tutte ma, nonostante la bassa popolarità, è un grande alleato per il nostro organismo; una ricerca condotta da ricercatori spagnoli ha mostrato gli immensi benefici di una alimentazione con una buona dose di questa vitamina!

Vitamine

Per conservare un’ossatura forte nella terza età anche la vitamina K svolge un ruolo molto importante.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori  del Dipartimento di Nutrizione Umana presso l’Universitat Rovira i Virgili di Reus (Catalogna) c’è una relazione diretta tra un’elevata presenza di Vitamina K nella dieta e le variazioni in positivo nella composizione e nella struttura interna dell’osso, misurate mediante ultrasonografia al calcagno.

Questi dati, dunque, fanno pensare che l’apporto di Vitamina K svolga realmente un ruolo chiave nello stato di salute e nelle caratteristiche “qualitative” delle ossa.

La spiegazione dei benefici potenziali della vitamina K per la salute delle ossa risiede nella sintesi dell’osteocalcina, una proteina essenziale perché il calcio si fissi nel tessuto osseo. L’attivazione della osteocalcina, infatti, dipende dalla presenza della vitamina K, senza la quale la proteina resta inefficace.


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La Vitamina K e le sue due forme possibili

Broccoli

La vitamina K è presente nelle seguenti forme di alimenti, con le relative funzioni:

– nelle verdure a foglia verde quali spinaci, broccoli e lattuga, che rappresentano la fonte di circa il 90% della Vitamina K assunta in una dieta occidentale tipo;

–  nei prodotti per sintesi dalla microflora batterica dell’intestino, ma anche nelle carni animali (fegato di manzo e maiale, pancetta) e in alimenti fermentati quali formaggi, latticini e il latte giapponese.

Lo studio spagnolo è stato eseguito su 200 anziani con un’età media di 67 anni che avevano compilato un questionario dettagliato sulla frequenza di consumo degli alimenti e che sono stati oggetto di monitoraggio per un biennio.

L’équipe spagnola ha utilizzato varie tecniche diagnostiche, tra cui la densità ossea (BMD), per misurare lo stato di salute delle ossa nel campione esaminato, ricorrendo all’ultrasonografia al calcagno su 125 soggetti.

I ricercatori hanno constatato che a ogni aumento di 100 microgrammi nei livelli di assunzione di Vitamina K corrispondeva un incremento di 0,008 g/m2 nella densità ossea.

Inoltre, all’aumento della Vitamina K nella dieta era correlata una riduzione della perdita di densità ossea e un rallentamento nei fenomeni di microporosità ed elasticità dell’osso legati all’invecchiamento, confermando così l’azione protettiva attribuita alla Vitamina K nei confronti del rischio di fratture osteoporotiche.


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Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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