Uva: benefici e controindicazioni

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Bianca, nera o rosata, sono le varietà di uva che padroneggiano sui banchi dei mercati a partire dal mese di settembre. Questo piccolo e prezioso frutto composto da tanti piccoli acini rappresenta per il nostro organismo non solo una fonte preziosa di nutrienti, ma è anche capace di migliorare il nostro stato di salute.

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Ogni parte che compone il chicco di uva è in grado di fornirci diversi tipi di sostanze ognuna delle quali è fondamentali per il nostro benessere. Nella polpa ritroviamo zuccheri semplici, quindi facilmente digeribili e assimilabili, come il glucosio e il fruttosio.

Le vitamine del gruppo B, in particolare, B1, B2 e PP; ma anche la vitamina A, C e sali minerali quali potassio, magnesio, manganese, fosforo e calcio.

Fibre, acidi organici (acido malico, salicilico, gallico) e preziose sostanze antiossidanti (flavonoidi e antociani) sono altre sostanze presenti nella polpa di questo pregiato frutto.

Anche i vinaccioli cioè i semi, sebbene possano rappresentare per molti una presenza non gradita, forniscono anch’essi sostanze antiossidanti e minerali, ma soprattutto l’acido linoleico, acido grasso essenziale utile per il controllo del colesterolo.


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Non da meno è l’apporto di sostanze utili per il nostro organismo fornito dalla buccia, la quale oltre a fornire antiossidanti, rappresenta una naturale fonte di fibre.

Per ricavare i maggiori benefici dal consumo di uva il consiglio è quello di consumarla preferibilmente al mattino per colazione o come spuntino a metà mattino o a metà pomeriggio.

Uva: le ultime novità dalla ricerca

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Grazie proprio alle sue proprietà organolettiche, l’uva è uno dei frutti che continuamente è oggetto di svariate ricerche. Un recente studio americano, pubblicato sul Journal of Food Science, ha dimostrato come il consumo regolare di uva sia in grado di ridurre il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari e di migliorare le abitudini alimentari.

Secondo i ricercatori, infatti, chi mangia regolarmente l’uva consuma anche tanti altri tipi di frutta, riducendo contemporaneamente il consumo di grassi, zuccheri semplici e bevande alcoliche.

Questo comportamento determina di conseguenza una minore assunzione di calorie e quindi anche una riduzione del peso corporeo.

Ricercatori cinesi invece hanno dimostrato come il resveratrolo, noto polifenolo, sia in grado di svolgere benefici anche a livello neurlogico, in particolare, in presenza di malattia di Parkinson, di Alzheimer e di ischemia cerebrale.

Secondo quanto pubblicato dagli studiosi, il resveratrolo può migliorare l’apprendimento, la memoria, ma anche ridurre lo stress ossidativo responsabile di danni a livello neurologico.


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Uva si, uva no

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Se soffrite di coliche e di diverticolite, l’uva non è un frutto adatto a voi proprio per la presenza delle fibre e dei semi.

Se però non riuscite a farne a meno, due sono le soluzioni: eliminate con tanta pazienza la buccia e i vinaccioli, oppure, più semplicemente, ricorrete al succo di uva.

Non è un alimento adatto ai diabetici proprio perché costituito da circa il 19% di zuccheri semplici responsabili di un rapido innalzamento della glicemia. Il consiglio comunque anche in questo caso è di non esagerare.

Non sottovalutate anche il suo potere calorico (100gr di uva forniscono circa 62 kcal) e la sua proprietà aperitiva in grado di stuzzicare il nostro appetito. Per questo motivo ci ritroviamo a consumarne grandi quantità senza rendercene conto.

Ampeloterapia: la cura dell’uva

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La cura dell’uva consiste nella sostituzione di un intero pasto con quantità crescenti di uva. In genere, si inizia con un consumo di 500 grammi, raggiungendo gradualmente circa 2 kg del frutto, per una massimo di 2 o 3 giorni.

Successivamente si ritorna all’alimentazione normale, sempre in modo graduale cioè facendo il percorso inverso. Questa alimentazione, secondo chi la pratica, pare abbia un effetto disintossicante, energizzante, ricostituente e, oltretutto, migliorerebbe la digestione.

In realtà presenta numerose controindicazioni soprattutto se si soffre di patologie come il diabete, malattie renali, colite, ulcera, diverticolosi; inoltre favorisce l’irritazione della mucosa intestinale anche nei soggetti sani.

E’ fortemente sconsigliato seguire questo regime alimentare durante la gravidanza, l’allattamento e durante il ciclo mestruale. Questo frutto può apportare benefici solo se inserito all’interno di uno stile alimentare equilibrato, da solo non è capace di mantenerci in uno stato di salute sano. 

Il mio consiglio è di mangiarne non più di 150 grammi come spuntino di metà mattina o anche pomeriggio, giacché i diversi nutrienti di cui è composta sono un valido aiuto per non arrivare affamati ai pasti principali.


Arianna Preciballe
  • Laureata in Fashion Design
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
  • Appassionata di Gossip e Tv
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