Tiroide: la dieta perfetta

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25/02/2021

Come riconoscere i sintomi del malfunzionamento della tiroide e come intervenire anche con l’aiuto dell’alimentazione. Vediamo quali sono gli alimenti consigliati e quelli no, con la consulenza di Roberto Uliano, nutrizionista.

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Pelle secca, umore a terra, ciclo doloroso e chili di troppo sono i sintomi classici di una tiroide giù di giri. Se invece il problema è parlare a macchinetta, andare in ansia per niente, cuore al galoppo, insonnia vuol dire che la tiroide sta lavorando in accelerazione. Certo, meglio che a confermarlo siano la scintigrafia e i valori ematici di T3, T4 e TSH. Se il responso chiarisce qual è il problema, il suggerimento terapeutico del National Institutes of Health è quello di integrare le cure tradizionali con la dieta giusta, perché la ghiandola a forma di farfalla posta alla base del collo ha bisogno soprattutto di equilibrate dosi di iodio.


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Se funziona troppo poco

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Prima di mangiare conta: il carburante principale della tiroide è un minerale, lo iodio, senza il quale la ghiandola, motore del metabolismo, non può sintetizzare gli ormoni.  Fortunatamente questo minerale si trova in molti alimenti, anche se in percentuali diverse. Aragosta e ostriche sono composte all’80 % di iodio mentre la farina di grano ne contiene solo il 3%.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di consumare 150 microgrammi di iodio (250 mcg per le donne in gravidanza) al giorno. In genere ne consumi solo 100-120 mcg, ma aumentare la dose è facile: puoi sostituire il sale comune con quello iodato che trovi nei supermercati. Ogni grammo di sale arricchito di ioduro, infatti, fornisce all’organismo 30 microgrammi di iodio in più. Attenzione però a rispettare la regola di salare i cibi a fine cottura e non all’inizio perché il minerale marino alle alte temperature tende a evaporare e quindi a dissolversi. Ci sono poi alcuni cibi particolarmente ricchi di iodio, primi fra tutti pesci e crostacei, soprattutto aragosta, cozze, acciughe, baccalà, merluzzo, palombo, sogliola. A seguire trovi uova, carne di vitello o manzo, lenticchie, piselli, fave, funghi freschi, radicchio, spinaci 

Se è in iperattivismo

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In questo caso meglio una dieta ricca di fibre, proteine, minerali, calcio, fosforo, vitamine A B C che compensano l’iperattività metabolica. Fondamentale però ridurre il sale, le patatine e le noccioline che ne contengono in grande quantità. Sì a tante porzioni di verdure della famiglia delle crocifere, tra cui rucola, broccoli, cavolfiore e cavoli. Questi vegetali contengono una sostanza che è in grado di sopprimere la produzione di tiroxina. Meglio evitare le sostanze stimolanti come alcol, caffeina, teina. Altra regola: mangiare meno possibile crostacei e i pesci molto ricchi di iodio, preferire quelli di lago o fiume.


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