Studenti ed esami: bere aiuta la concentrazione

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Incredibile da credere ma una corretta idratazione può esser un valido aiuto per tutti i ragazzi che devono affrontare esami di terza media, di maturità o universitari. Vediamo come bere acqua può aiutare la concentrazione.

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Studio di gruppo a turno nelle varie case, o matto e disperatissimo nella solitudine della propria scrivania, metodica dalla mattina alla sera o compulsiva fino alla sfinimento, la preparazione agli esami è spesso un percorso ad ostacoli che coinvolge tutta la famiglia.

È necessario, quindi, trasformare questo stato di tensione in una situazione positiva di attivazione del cervello e di tutte le energie psico-fisiche, consentendo ai ragazzi di essere pronti e concentrati sull’obiettivo.

Come fare? Sono tanti i fattori che possono aiutarli: dal sonno ad una sana alimentazione, dalle ore di svago al supporto di amici e parenti. C’è anche un aspetto più semplice, quotidiano ma spesso sottovalutato: una corretta idratazione.

Rimanere idratati per studiare meglio

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A confermare la valenza scientifica della corretta idratazione sono alcuni studi secondo i quali bere il giusto apporto di acqua minerale può migliorare la capacità di apprendimento degli studenti. L’acqua è, infatti, essenziale per una corretta salute e funzionalità cerebrale: aiuta il cervello a non surriscaldarsi, processo che causa un calo della performance, mal di testa, difficoltà di concentrazione.

È bene ricordare inoltre che giovani e bambini sono maggiormente esposti al rischio di disidratazione rispetto agli adulti, a causa del loro elevato rapporto tra superficie e massa corporea, ovvero tra la quantità di liquidi in essi contenuta ed il loro peso.

La letteratura scientifica più recente indica che anche un livello di disidratazione di solo l’1-1,5% può avere effetti negativi sulle capacità cognitive. È quindi fondamentale idratarsi correttamente affinché tutte le capacità intellettive ritornino alla normalità.

“L’acqua è particolarmente necessaria nei tessuti ad alta attività metabolica: tra questi, il più importante è il cervello, formato da questo elemento per l’85%. Diversi studi hanno dimostrato come l’insufficiente idratazione incida negativamente non soltanto sulle prestazione fisiche, ma anche su quelle cerebrali. Una moderata disidratazione porta a stanchezza e riduzione di concentrazione, oltre che mal di testa e rallentamento anche dell’esecuzione di compiti semplici”.

afferma il Dott. Alessandro Zanasi, esperto idrologo dell’Osservatorio Sanpellegrino e Docente della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio e della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bologna.

Bere: quali sono le dosi giuste?

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 “Durante le giornate di esami è molto importante portare con sé una bottiglia d’acqua e bere almeno ogni ora, in questo modo si idratano le membrane cellulari rendendole più reattive. In particolare, è consigliabile scegliere acque minerali ricche di calcio, utili alla trasmissione degli impulsi nervosi e a favorire i processi cognitivi”.

continua il Dott. Zanasi. Questo consiglio vale anche per i genitori! Insieme all’attenzione per la merenda e i pasti che prepariamo ai nostri ragazzi per aiutarli a studiare meglio, non tralasciamo un gesto banale, semplice ma infinitamente prezioso: assicuriamoci che abbiano sempre una bottiglietta d’acqua a portata di mano, tra libri, appunti, matite e dizionari.