Saltare i pasti: perché è sbagliato

Chi lavora nel settore dell’alimentazione sa che gran parte del tempo dedicato a un paziente è impiegato a sfatare “falsi miti” che attanagliano le diete. Una delle convinzioni più radicate è quella di credere che per dimagrire, e quindi perdere massa grassa, sia utile saltare i pasti o eliminare i carboidrati dalla dieta.

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Saltare i pasti: purtroppo non c’è niente di più sbagliato. Spesso questa abitudine, se prolungata nel tempo, può avere delle conseguenze sul peso e sulla salute di non poco conto. Queste conseguenze sono spesso molto più gravi di quanto si possa pensare.

Saltare i pasti: cosa comporta

Alterazione del senso della fame 

Una situazione di digiuno porta inevitabilmente a un fisiologico calo di zuccheri nel sangue. Questo spinge il cervello a stimolare un senso di fame irrefrenabile (che si potrà scatenare o prima o durante il pasto successivo) che verrà indirizzato soprattutto verso i carboidrati.

Predisposizione all’aumento di massa grassa 

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Ricordiamoci infatti che il sistema nervoso è formato da tessuti “glucosio – dipendenti”. Questi sono tessuti che necessitano solo ed esclusivamente  di glucosio per la loro attività metabolica (non possono, ad esempio, prendere energia dai grassi). Quindi, quando saltiamo un pasto, inevitabilmente al pasto successivo il nostro cervello ci spinge a mangiare di più, o molto di più di quello che mangiamo di solito.

Anche la colazione!

Ma “saltare il pasto” spesso non è riferito solo al pranzo o alla cena. Numerosi studi sostengono che l’abitudine a non consumare la colazione sia uno dei principali fattori che favoriscono lo sviluppo dell’obesità e del sovrappeso (soprattutto in età infantile). Il motivo potrebbe trovare una spiegazione nel fatto che fare la colazione, evitando quindi il lungo periodo di digiuno che va dalla cena al pranzo, influenza il pattern alimentare quotidiano. Con questo intendiamo il tipo di alimenti che caratterizza la nostra dieta regolando positivamente l’assunzione calorica giornaliera totale.