Sale: le dosi giornaliere raccomandate

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Gli Italiani ogni giorno ingeriscono una quantità di sale doppia rispetto a quella consigliata. La notizia arriva dal Congresso dell’ANMCO, l’associazione dei cardiologi ospedalieri italiani, che ha sottolineato come, nonostante il consumo di sale stia diminuendo, non è ancora abbastanza basso da garantire e condizioni di salute ottimali. Vediamo come regolarci nell’utilizzo di questo prezioso esaltatore di sapore. 

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Il sale è un nemico nascosto e che spesso tendiamo a sottovalutare e che può provocare problemi di salute importanti.

“Il sale è problematico innanzitutto dal punto di vista di cuore e arterie, perché un’alimentazione che ne contenga troppo provoca ipertensione, uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Limitando il consumo di sale a un cucchiaino da tè al giorno si eviterebbero ogni anno più di 60.000 infarti e 40.000 ictus”,

spiega il professor Mario Scherillo, Presidente dell’ANMCO. Ma i rischi degli eccessi di sale non si fermano qui. Secondo le ultime ricerche infatti, un abuso di sodio potrebbe essere collegato alla comparsa di alcuni tumori, ad esempio allo stomaco e alla vescica, e di alcune malattie degenerative.


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L’eccesso di sale provoca anche problemi di salute che si riflettono sul nostro aspetto estetico, infatti può favorire la ritenzione di liquidi nei tessuti, responsabile di gonfiore soprattutto a mani, gambe e volto, e alla comparsa di cellulite.

Limitare il sale: come fare?

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Secondo i dati presentati al congresso ANMCO, l’87% degli Italiani dichiara di non aggiungere sale a tavola.

“Questo significa che si mangia troppo salato. E in effetti il 60% dei nostri connazionali mangia alimenti ricchi di sale nascosto, come affettati e formaggi, almeno 3 volte alla settimana. Mentre il 22% li consuma addirittura 5 volte alla settimana”,

ricorda la dottoressa Simona Giampaoli, Dirigente di Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità.

Se sei veramente decisa ad “abbattere” la quantità di sale che consumi ogni giorno, evita del tutto i piatti pronti, in cui il sale viene aggiunto in eccesso per aumentarne l’appetibilità. Un piatto di pasta surgelata contiene circa 1 grammo di sale, un quinto della razione giornaliera. Sotto accusa anche gli affettati, che mediamente contengono 1,5 grammi di sale ogni 50 grammi di prodotto.

Attenzione anche al consumo di snack salati e in salamoia, alici sotto sale e pizze pronte, le quali contengono circa 2 grammi di sale. Il pane? Meglio scegliere quello “sciapo”, ovvero senza sale, che tra l’altro fa risaltare i sapori del cibo che accompagna.


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Gli affettati vanno consumati non più di 1-2 volte a settimana, preferendo quelli meno salati. Esaltatori di sapidità come il dado, possono contenere alte concentrazioni di glutammato monosodico, un tipo di sale aggiunto al preparato e unito a sua volta a notevoli quantità di sodio. Molte patatine e altri snack fritti sono generalmente ricchi sia di sale che di glutammato monosodico.

Quanto sale c’è?

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Non è facile controllare le quantità di sale contenute in ciò che mangiamo, soprattutto se si è mangiato fuori. Se si pensa di avere esagerato al ristorante o, purtroppo, mangiando snack davanti alla tv, il giorno dopo o al pasto successivo si dovranno prevedere cibi poveri di sale come frutta, verdura, pesce e riso preparati con le spezie. Fondamentale bere almeno 10 bicchieri di acqua al giorno, per eliminare il sodio in eccesso dal nostro organismo.

“Bisognerebbe intervenire sulle preparazioni industriali per ridurre la quantità di sale che viene aggiunta agli alimenti, spesso solo per dare più sapore. Il nostro palato, tuttavia, è in grado di abituarsi ad un gusto meno salato e di apprezzarlo nel giro di 10-15 giorni”,

conclude il professor Scherillo. Come abbiamo visto, il sale nascosto è uno dei principali ostacoli al controllo dell’assunzione quotidiana di sale. Ecco quanto se ne può trovarne in alcuni cibi:

Alimento  Quantità di sale contenuta
Pizza o focaccia (300 grammi circa)

 Circa 2 grammi

Prosciutto crudo  (circa 50 grammi)

1,3 grammi

Pasta surgelata (un piatto)

1 grammo

Dadi da brodo (3 grammi circa)

0,5 grammi

Fagioli in scatola (100 grammi)

0,5 grammi

Prosciutto cotto (50 grammi)

0,35 grammi

Parmigiano (50 grammi)

0,3 grammi

Cracker (un pacchetto)

0,3 grammi

Pane (una fetta)

0,15 grammi


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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