Sale iodato: segreti e benefici

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08/04/2021

Con la consulenza del Professor Paolo Beck, Professore Ordinario di Endocrinologia al Policlinico di Milano, abbiamo analizzato i segreti del sale iodato e gli innumerevoli benefici che nasconde, soprattutto quanto incide la presenza di alcune peculiarità nelle disfunzioni tiroidee.

Sale


Disfunzioni e patologie della tiroide, responsabili tra l’altro del suo ingrossamento, il cosiddetto “gozzo”, colpiscono circa sei milioni di italiani, anche se i casi di tumore sono solo una minima parte, meno di diecimila. “Fortunatamente – commenta il professor Beck- Peccoz – il tumore maligno alla tiroide è raro e le cure hanno elevate probabilità di successo.

Le donne hanno rispetto agli uomini una maggiore tendenza (il rapporto è di 8 a 1). Oltre a una certa predisposizione famigliare, le cause sono da attribuire soprattutto a uno scarso consumo di iodio nell’alimentazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, stima il fabbisogno minimo per un adulto in 150 mg al giorno. Noi ne consumiamo mediamente 140.


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C’è su questa materia scarsa informazione e mancato rispetto delle regole: una legge, del tutto disattesa, obbligava i venditori a commercializzare sale iodato e a vendere solo su richiesta quello normale. In una dieta salutare occorre usare poco sale (per prevenire l’ipertensione arteriosa) e comunque iodato, compreso quello che si utilizza per far bollire la pasta o le minestre; consumare spesso alimenti ricchi di iodio, prima di tutti il pesce.

“Tra l’altro le donne che desiderano avere un figlio dovrebbero effettuare il prelievo del sangue per il controllo della funzionalità tiroidea, perché è soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza che la gestante deve mantenere il TSH (ormone tireostimolante) nei limiti della norma per garantire un adeguato sviluppo del nascituro”.

Come capire se la tiroide non funziona bene?

Collo

“Intanto – premette l’esperto – bisogna sfatare una grande banalità e cioè che chi soffre di ipotiroidismo ingrassa. L’obesità non è in alcun modo legata alla disfunzione della ghiandola endocrina.

Casomai, nei casi più gravi, può verificarsi ritenzione dei liquidi che, comunque, si risolve con farmaci specifici. I disturbi più eclatanti dell’ipotiroidismo (meno comune dell’ipertiroidismo) sono l’astenia, la perdita di memoria, l’insofferenza al freddo, l’insonnia e l’irritabilità.

Il medico curante prescrive in tal caso dosaggi di TSH, FT3 e FT4 e va a controllare gli anticorpi antitiroidei per verificare eventuali disfunzioni. Sintomi dell’eccesso di attività tiroidea sono, invece, l’affaticamento ingiustificato, la perdita di peso, l’insofferenza al caldo. Il trattamento farmacologico si basa sull’utilizzo di medicinali tireostatici, in grado di bloccare la sintesi ormonale o la conversione periferica della T4 (forma inattiva) in T3 (forma attiva)”.


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Gli alimenti “anti gozzo”

Latte

Come antidoto all’ingrossamento più o meno pronunciato del collo (gozzo) occorre introdurre nell’alimentazione quotidiana cibi ricchi di iodio, tenendo conto che la cottura ne riduce il contenuto, con perdite di circa il 20% per la frittura, del 23% per la grigliatura e del 58% per la bollitura.

Le pietanze andrebbero invece insaporite sempre con il sale di tipo “iodato”, in modica quantità. Ecco l’elenco dei cibi più significativi per contenuto di iodio. In generale si consiglia di non superare i 500-1000 mg al giorno. Il valore riportato in microgrammi si riferisce a 100 g di alimento:

• Cozze: 110 mg

• Aragosta: 80 mg

• Palombo, vongole, acciughe,

baccalà: 54 mg

• Latte: 50 mg

• Spinaci: 41 mg

• Merluzzo, dentice, sogliola:

30 mg

• Riso integrale: 20 mg

• Funghi freschi: 18 mg

• Uova: 14 mg

• Bietole, carota, mela: 8 mg.


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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