Grosso o fino, iodato e non, il sale non manca mai nelle nostre dispense. Un pizzico per salare l’acqua della pasta, un altro po’ per le verdure e già che ci siamo, saliamo anche il sugo. Forse non tutti sanno che il consumo del sale da parte dell’uomo è una pratica molto recente. Inizialmente infatti l’unica fonte di sale per era quella naturalmente presente negli alimenti, e non superava mai 1 grammo al giorno.
Secondo le linee guida della sana alimentazione, la quantità di sale consentita per gli individui adulti deve essere inferiore a 5 g al giorno, quantità che rappresenta il giusto compromesso tra soddisfazione del gusto e prevenzione di malattie. Ogni grammo di sale contiene circa 0.4g di sodio. In condizioni fisiologiche normali l’apporto di sodio che dovremmo garantire con la dieta è di circa 0.1-0.6 g al giorno, ad eccezione di condizioni di sudorazione eccessiva o stati patologici, che ne richiedano il reintegro (vomito e/o diarrea).
Ad oggi, si stima che l’apporto giornaliero di sale per un adulto sia di circa 9g, per gli uomini il consumo è leggermente più alto (10g) rispetto alle donne (8g); negli adolescenti scendiamo invece a 7 g. In ogni caso si tratta di una quantità decisamente superiore rispetto a quanto effettivamente necessario. Tutti questi conti senza considerare, poi, che già gli alimenti per natura riuscirebbero a soddisfare questo fabbisogno in quanto fonti di sale che si vanno a sommare a quelle che aggiungiamo noi alle nostre pietanze e che dovremmo prestare attenzione anche ad alcuni alimenti che compriamo già cotti, parzialmente cotti conservati in vetro o barattolo.
La riduzione del consumo di sale è fondamentale per la nostra salute ed è alla base di una sana alimentazione. Come possiamo fare?
Ci sono diverse strategie che possiamo attuare in cucina.
- Diminuire gradualmente la quantità di sale per abituare a poco a poco il nostro palato al nuovo sapore.
- Utilizzare spezie (curcuma, noce moscata ad esempio) ed erbe aromatiche (basilico, rosmarino o salvia) per insaporire i nostri piatti.
- Utilizzare succo di limone ed aceto, aggiungeranno sapore alla pietanza e ci eviteranno l’aggiunta di sale.
- Optare per cotture che esaltano maggiormente il sapore naturale dell’alimento, come la cottura al cartoccio o al vapore.
- Preferire prodotti freschi e di stagione, il cui sapore risulterà più intenso rispetto ai prodotti coltivati in serra.
- Sciacquare sotto acqua corrente i prodotti in barattolo o vetro come i legumi.
Altro punto da non sottovalutare è anche considerare che al salato ci si abitua sin da piccoli. Per cui il consiglio è di non aggiungere sale alle pappe per tutto il primo anno di vita. Prima cominceremo a mangiare senza sale e prima cominceremo a prevenire patologie potenzialmente dannose, come infarto ed ictus, spesso conseguenza di un aumento di pressione sanguigna.








