Pesce: perché sceglierlo nella dieta

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Il pesce è indubbiamente l’alimento principe della maggior parte dei regimi dietetici. Fonte di proteine nobili, fornisce infatti tutti gli aminoacidi essenziali indispensabili a favorire la sintesi proteica: un processo grazie al quale il nostro organismo viene rifornito del “materiale” necessario per il mantenimento e la ricostruzione delle strutture cellulari. Scopriamo meglio insieme questo alimento! 

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Il pesce non è solo buono e sano ma è anche una fonte di Omega-3, cioè di grassi “buoni” che hanno la capacità di preservare (e ritardare) il nostro organismo dalla naturale degenerazione e che proteggono l’apparato cardiovascolare.

Ma le virtù del pesce non finiscono qui: tutti i prodotti del mare contengono molto iodio, il minerale più prezioso per la linea perché è quello che regola il metabolismo.

“Lo iodio è necessario per la formazione degli ormoni prodotti dalla tiroide. Questi ormoni controllano la velocità e l’efficacia con cui gli alimenti vengono trasformati in energia, oltre a regolare un corretto sviluppo fisico e mentale”.

sottolinea la dottoressa Evelina Flachi, nutrizionista e specialista in scienze dell’alimentazione. Le fonti migliori di iodio sono il pesce, i frutti di mare e le alghe (in vendita nei negozi di alimentazione naturale).

Alle mille virtù di triglie, pesce spada, orata & Co si aggiungono anche l’alta digeribilità e il modesto apporto calorico: 100 g di spigola, per esempio, equivalgono a 82 calorie, contro le 240 della mozzarella.

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NO: a saltare i pasti e al digiuno. Perché, se fatti senza il controllo medico e in modo autonomo, possono favorire la restrizione calorica che abbassa il metabolismo. Così, nel pasto successivo, l’organismo in allarme assimila di più e trasforma più facilmente tutto quello che abbiamo mangiato in grasso.

Sì: all’uso di spezie e piante aromatiche. Via libera in cucina a curcuma, basilico, curry, cannella e peperoncino. È stato dimostrato che possiedono tutti una forte azione protettiva dell’organismo e aumentano la sensazione di sazietà. Il peperoncino, inoltre, stimola la termogenesi, così sudiamo di più. E inoltre migliora la digestione.

NO: all’eccesso di sale. È vero che insaporisce le ricette, ma è anche vero che può aumentare la ritenzione idrica e favorire l’ipertensione nelle persone predisposte.

: a iniziare i pasti con brodi vegetali o tisane, che aiutano a ottenere una funzione disintossicante, rimineralizzante e drenante. Gli ortaggi e le verdure dell’antipasto, inoltre, garantiscono l’assunzione di fibre solubili che aumentano presto la sensazione di sazietà e regolarizzano il transito intestinale. Possono essere preparate fresche, tipo crudité, o grigliate, possibilmente senza condimento e senza sale.

NO: alle bibite dolcificate, ricche di zuccheri semplici, e all’alcol, per facilitare il lavoro di depurazione messo in atto dal fegato.

Sì: alle tisane depurative da sorseggiare durante il giorno. Una bella tisana di tarassaco, per esempio, può essere utile per cominciare la giornata favorendo l’eliminazione delle scorie accumulate nell’organismo. Dopo cena, invece, via libera a una tisana ai semi di finocchio che aiuta a sgonfiarsi, è depurativa e favorisce la digestione. Prima di andare a dormire, ok a passiflora e al tiglio, che regalano tranquillità garantendo un buon sonno.

NO: all’utilizzo di grassi animali per condire. Bandire il burro perché ricco di grassi saturi.

: all’olio extravergine d’oliva, senza esagerare, ovviamente. Due cucchiaini da tè al giorno (20 g) sono sufficienti.