Pesce: pro e contro

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Con la consulenza del dott. Maurizio Paleologo, , biologo di Trieste ed esperto di contaminazione alimentare, oggi parliamo del pesce e di tutte le insidie che, purtroppo, anche un alimento così prezioso può nascondere.

Schermata 2021-05-22 alle 01.04.28

“Mangiate più pesce”: quante volte ce lo sentiamo ripetere? I motivi per consumarlo, in effetti, non mancano: prima di tutto la presenza dei preziosi Omega 3, contenuti soprattutto nei pesci grassi (alici, sarde, sgombri, salmone, tonno…) e indispensabili per il benessere di tutto l’organismo.

Infatti, aiutano a mantenere sani cuore e cervello, prevenendo le malattie cardiovascolari e la degenerazione cerebrale; proteggono la retina e l’integrità della membrana cellulare; contribuiscono a tenere lontani i tumori e a ridurre gli stati infiammatori.

Pescando tra i tesori del mare troviamo anche i molluschi bivalvi, come le cozze e le vongole, particolarmente utili per rifornire l’organismo di vitamina B12 e oligominerali preziosi come lo zinco.

Oggi il prodotto fresco si trova facilmente ovunque e i ristoranti ne offrono un ampio e appetitoso assortimento. L’estate, poi, invita a consumare più pesce che, se ben cucinato o addirittura crudo, risulta fresco e ben digeribile. Ma tutti i prodotti ittici, se non vengono “utilizzati” nel modo corretto, possono nascondere insidie che ora scopriremo.

I rischi microbiologici

Schermata 2021-05-22 alle 01.07.25

Sia l’acquisto diretto al supermercato o in pescheria sia il consumo al ristorante richiedono delle cautele. Tra le variabili, va anche considerato che non sempre il prodotto è allo stato fresco, può anche essere congelato o surgelato più o meno bene oppure conservato (in scatola o affumicato).

I rischi microbiologici sono dovuti alla contaminazione da parte di batteri o virus, alcuni dei quali termolabili ed eliminabili con una cottura adeguata: è il caso di escherichia, colera, salmonella o epatite.

Perciò le autorità sanitarie raccomandano di continuare la cottura dei molluschi bivalvi anche dopo l’apertura del guscio, per qualche minuto.

La tossinfezione

Ma ci possono essere anche altre problematiche.

“A casa o al ristorante potrebbe capitare una tossinfezione da microalghe, che in certe condizioni climatiche si sviluppano più facilmente. Non si tratta di una contaminazione letale, ma è molto fastidiosa”.

spiega Paleologo, precisando però che i controlli prevendita delle autorità sanitarie riducono moltissimo il rischio. Questi controlli sono piuttosto accurati sui bivalvi, che per legge devono avere una serie di requisiti igienico-sanitari per essere avviati al consumo.

Questo basta a ridurre drasticamente le tossinfezioni, a patto che i molluschi siano messi in vendita vivi, cioè con il guscio chiuso.