Olio extravergine d’oliva: proprietà e virtù

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

“Meglio poco, ma buono”. Lo dicevano le nostre nonne riferendosi all’olio EVO (olio extravergine di oliva), perché avevano ben presente il valore di questo prezioso alimento ed erano disposte a spendere qualcosina in più pur di averlo di ottima qualità.  Se dal punto di vista alimentare è l’insostituibile, profumatissimo condimento della nostra dieta mediterranea, dal punto di vista del benessere è un vero e proprio scrigno di elementi preziosi per la nostra salute. Scopriamo insieme perché l’olio EVO è così insostituibile. 

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Se le caratteristiche di composizione in acidi grassi sono presenti in tutti i prodotti ottenuti dalla spremitura delle olive, l’olio extravergine, ossia ottenuto dalla prima spremitura delle olive, ha alcuni pregi supplementari. Contiene infatti alcune preziose sostanze che vanno perse, in misura più o meno accentuata, nel corso della raffinazione e che quindi si trovano in minore quantità nell’olio d’oliva vergine .

Le preziose sostanze dell’olio EVO

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Tra le sostanze più importanti contenute nell’olio EVO, troviamo i tocoferoli, i caroteni e i polifenoli. L’alfa tocoferolo corrisponde alla vitamina E, importante per contrastare l’attività dei radicali liberi e per rallentare il processo di invecchiamento e degenerazione delle cellule; i caroteni sono i precursori della vitamina A, fondamentale per la salute degli occhi e della pelle; i polifenoli hanno soprattutto un effetto antiossidante e, per questa caratteristica, fanno parte delle sostanze “non nutrienti” dell’olio, ma dall’elevato potere protettivo della salute.

L’olio EVO: il “grasso” che elimina il grasso

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Dal punto di vista nutrizionale, l’olio extravergine di oliva è il grasso più equilibrato. È formato per il 98% da acidi grassi in proporzioni ideali per l’organismo: 55-83% di grassi monoinsaturi, in grado di ridurre la percentuale di colesterolo Ldl, quello “cattivo” che ostruisce le arterie, senza intaccare il colesterolo Hdl, quello “buono”; 8-14% di grassi saturi, presenti soprattutto negli alimenti di origine animale come il burro e che, se consumati in eccesso, facilitano il deposito del colesterolo cattivo all’interno delle arterie; 4-20% di grassi polinsaturi, importanti per lo sviluppo del sistema nervoso centrale, della retina e per la fluidificazione del sangue.


Arianna Preciballe
  • Laureata in Fashion Design
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
  • Appassionata di Gossip e Tv
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