Oli da cucina: tipologie, benefici e quando usarli

-
13/01/2021

Gli oli da usare in cucina per assimilare i giusti nutrienti sono molti. A parte il ben noto olio di oliva, infatti, ci sono altri oli da abbinare alla varie preparazioni, che hanno altrettanto benefiche caratteristiche nutrizionali!

diversi-oli-1030×515


Il nostro corpo ha bisogno di alcuni nutrimenti essenziali come le proteine, gli zuccheri e, non da ultimi, i grassi. Questi, oltre a esercitare una funzione energetica, permettono l’assimilazione di alcune vitamine (A, D, E, K) che vengono assorbite solo in presenza di grassi e sono pertanto dette liposolubili.

Ciò spiega perché per una corretta alimentazione, i grassi devono essere pari ben al 25-30 per cento delle calorie che assumiamo. Vediamo allora insieme quali oli possono sostituire l’olio di oliva in cucina!

Olio di Zucca

È un olio di color verde intenso, quasi cupo con profumo di semi di zucca tostati. È molto gradevole e potete impiegarlo per condire zuppe di legumi e cereali, verdure oltre che preparazioni al forno e alla griglia. Ha inoltre proprietà terapeutiche in quanto svolge un’attività protettiva delle vie urinarie.

Olio di Lino

Ricco di acido linoleico, svolge un’importante azione antiossidante, e possiede numerose indicazioni terapeutiche. Ha un sapore caratteristico di noce, leggermente amarognolo e pertanto si può utilizzare in cucina per condire insalate e zuppe.

Mandorle dolci

olio_mandorle_dolci

Possiede profumo fruttato che ricorda la pesca. Nel Medioevo sostituiva spesso l’olio d’oliva. È ancora oggi utilizzato in pasticceria per ungere gli stampi per dolci oppure i piani di lavoro di marmo su cui preparare torroni e croccanti. È ricco di proteine, sali minerali e vitamine A e del gruppo B.

Olio di sesamo

Possiede un caratteristico odore/sapore tostato percepibile sia al naso, sia al palato. Si utilizza per condire o cucinare verdure, carni e pesci e per completare piatti piccanti.
Occorre però inizialmente utilizzarlo a gocce, in quando, essendo molto intenso, potrebbe non piacere. È ricco di grassi polinsaturi.

Olio di Vinaccioli

olio-di-vinaccioli

Possiede colore verde paglierino e sapore gradevole, molto delicato. È pertanto un olio da impiegare nelle preparazioni più delicate come maionese per pesci bolliti, insalate novelle, insalate di mare, creme di verdure primaverili. Contiene elevate quantità di acido linoleico (70%). Se è estratto a freddo con mezzi meccanici, conserva la vitamina E e gli antiossidanti propri dell’uva, e quindi non rischia di ossidarsi formando in tal caso radicali liberi.

Olio di Arachidi

È incolore e ha gusto neutro. Ha una composizione di acidi grassi simile a quella dell’olio extra vergine d’oliva, in quanto contiene acidi monoinsaturi e pochi polinsaturi. Questa composizione lo rende molto adatto per friggere.

Olio di Mais

unnamed

Incolore e di sapore leggero, è un olio spesso associato alle diete povere di proteine e adatto a chi ha il colesterolo alto o eccessi di acido urico. Contine protovitamina A, ferro e oligoelementi. Accompagna tutti i piatti soprattutto delicati come insalate, pesci bolliti, petto di pollo al vapore ed è componente di maionese e altre salse.

Olio di Soia

Olio ricco di acidi polinsaturi, è adatto alle diete di contenimento del colesterolo. La presenza preponderante di questi acidi grassi lo rende facilmente ossidabile e quindi non è adatto alla frittura in quanto ad elevate temperature formerebbe sostanze tossiche.

Olio di Girasole

Ha aroma leggero, adatto alle preparazioni delicate o come ingrediente di salse quali quelle senapate. Come tutti gli oli ricchi di acidi polinsaturi, è preferibile utilizzarlo a crudo.

Olio di Noce

17299

Ha sapore delicato che richiama quello dei gherigli; veniva usato per la preparazione della bagna cauda. È però meglio utilizzarlo a crudo per condire carpacci di carne, pesce al vapore o bollito, insalate delicate. Vanno ricordate le proprietà ipotrigliceridemizzanti ed ipocolesterolemizzanti: l’olio di noce può infatti riportare nella norma valori alti di trigliceridi e colesterolo.


Ari
  • Scrittore e Blogger
Suggerisci una modifica