Mais blu: proprietà e l’importanza della biodiversità

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Più volte abbiamo ribadito l’importanza di una alimentazione ricca in antiossidanti, tra questi gli antociani presenti nella frutta e nella verdura, responsabili delle sfumature che vanno dal rosso al blu e che proteggono il nostro organismo da molte patologie. Grazie alla biodiversità, tra i vegetali blu più originali, spicca il mais per le sue molte proprietà. Scopriamo insieme i suoi benefici. 

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Lunga è la lista degli alimenti ad alto contenuto di questa sostanze ad alto potere antiossidante: i frutti di bosco, le melanzane, l’uva scura, la bietola rossa, i fiori della malva, le arance, le ciliegie, le mele, le fragole e le pere. Più intenso è il colorito di questi alimenti, maggiore sarà il contenuto in antociani.

A questo elenco si deve aggiungere un altro prezioso alimento: il mais blu, che diversamente da quanto si possa pensare, non deriva da macchinosi incroci ed esperimenti di laboratorio, ma è una varietà antica già nota ai tempi degli Incas.

Mais blu: 100% naturale

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Il mais blu non è un OGM (ovvero Organismo Geneticamente Modificato), ma è un tipo di mais, così come quello rosso, purtroppo dimenticato. Il mais blu è nato da una selezione di semi operata dagli stessi Incas, che cercavano di ottenere una pianta adatta alla coltivazione ad alta quota, resistente alle basse temperature e che potesse servire come colorante.

Questa varietà era molto più resistente all’azione delle aflatossine, cioè micotossine prodotte dai funghi note per le loro caratteristiche genotossiche e cancerogene. Grazie alle ricerche svolte presso i dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologiche dell’Università degli studi di Milano e di altre equipe di ricercatori che hanno aderito al progetto FLORA, è stato scoperto il ruolo fondamentale degli antociani contenuti nel mais blu nella cura delle patologie cardiovascolari.

La ricerca si è basata sulla somministrazione del mais blu e di quello classico giallo, privo di antociani, rispettivamente a due gruppi diversi di cavie per alcuni mesi.  Al termine dell’esperimento il tessuto cardiaco dei topi alimentati con mais blu sono risultati molto più resistenti.

Viste le conclusioni positive in questa prima fase di ricerca, ora si aspetta di analizzare i risultati ottenuti dalla sperimentazione diretta sull’uomo.

Studi precedenti avevano dimostrato inoltre, come gli antiossidanti contenuti nel mais blu siano anche capaci di proteggere da malattie come l’ateriosclerosi, diabete e artrite, ridurre la pressione arteriosa e normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue.


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Tutela del mais blu: l’importanza della biodiversità

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La scomparsa e la successiva reintroduzione del mais blu nell’alimentazione, testimonia ancora una volta l’importanza della biodiversità, ovvero della varietà biologica di tutti gli esseri viventi e dei loro ecosistemi.

Per comprendere meglio l’importanza della biodiversità possiamo citare l’esempio delle patate selvatiche andine che, sebbene non abbiano un aspetto accattivante, sono fondamentali per la lotta contro la Phytophthora infestans, responsabile della “ruggine delle patate”, malattia fungina capace di devastare le coltivazioni di questo prezioso tubero.

Tra il 1835 e il 1840, la diffusione del fungo causò la distruzione di immense piantagioni di patate in gran parte dell’Europa. Tutto iniziò da una carestia che causò circa 2 milioni di morti.

Grazie ai successivi studi realizzati presso l’International Potato Center di Lima, si scoprì come le patate andine e le altre specie selvatiche erano geneticamente resistenti al fungo; si decise allora di incrociare queste specie con quelle coltivate in Europa per introdurre il gene che conferisce loro la resistenza al parassita.

Biodiversità e salute

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Le piante rappresentano un fondamentale patrimonio farmaceutico: circa il 74% dei principi attivi presenti nei farmaci proviene dalle piante. Ciò dimostra chiaramente come la perdita di biodiversità neghi anche l’opportunità di conoscere, ottenere e sfruttare potenziali benefici per la nostra salute.

Maggiore sarà il mantenimento della biodiversità, maggiore sarà la possibilità di trovare la cura per specifiche malattie. La perdita della biodiversità non solo inciderebbe negativamente sulla qualità ambientale della vita, ma sulla salute stessa del genere umano.


Arianna Preciballe
  • Laureata in Fashion Design
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
  • Appassionata di Gossip e Tv
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