Articolo realizzato con l’aiuto di Valentina Schirò (biologa nutrizionista)
Le proprietà della melanzana: cellulite, fegato, pressione…Leggera, buonissima, poco calorica: la melanzana non può mancare sulle tavole estive
È uno degli ortaggi protagonisti della stagione estiva. Per il suo basso contenuto in lipidi e calorie (circa 17 calorie per 100 grammi), rappresenta anche un gustoso alimento adatto per chi segue una dieta, soprattutto se cucinata al forno o grigliata. L’unica precauzione è quella di non eccedere con i condimenti, perché questo la melanzana ha una particolare tendenza ad assorbire l’olio. Tra le caratteristiche più interessanti c’è la capacità di combattere la ritenzione idrica, al punto da essere indicata fra i sette super cibi che aiutano a combattere la cellulite.
Le proprietà benefiche della melanzana
Poco conosciute sono le tante proprietà benefiche di questo ortaggio, che è dotato di spiccate proprietà col eretiche, cioè favorisce l’aumento della produzione della bile, stimolandone il rilascio da parte delle cellule epatiche e contemporaneamente, agevola la digestione. Un vantaggio che porta al miglioramento della funzionalità epatica e alla riduzione del contenuto di colesterolo nel sangue.
Grazie al suo alto contenuto in fibre, ha una elevata capacità saziante ed è un ottimo alimento da consigliare a chi ha problemi di stipsi. È anche adatta per chi soffre di crampi muscolari, infatti possiede un elevato contenuto in potassio. Notevoli le proprietà diuretiche, essendo formata da circa il 93% di acqua. In base ad alcune studi, è stata messa in evidenza l’utilità della melanzana nella riduzione della pressione arteriosa poiché svolge un’azione molto simile a quello svolto dai farmaci anti-ipertensivi. Sono in corso comunque altre studi per accertare questa proprietà.
Consigli per il consumo
Per molte persone, la melanzana non è cibo gradito a causa del suo tipico sapore amaro e per la difficoltà di digestione. In genere, per ridurre il gusto amaro, dopo esser state affettate, vengono cosparse con del sale o sbollentate per alcuni minuti in acqua salata, leggermente acidulata con alcune gocce di limone. Successivamente è opportuno disporle su uno strofinaccio per asciugarle. Per coloro che invece hanno problemi di digestione è buona norma evitare le melanzane troppo mature perché più ricche in semi e più dure a causa del ridotto contenuto in acqua. Un consiglio per una ricetta esclusiva, freschissima ed estiva: zuppa fredda di melanzane.
Valida anche per uso topico
La melanzana rappresenta anche un ottimo rimedio, non solo come alimento: può essere ad esempio utilizzata per applicazioni esterne nel caso delle emorroidi non sanguinanti. Efficace anche per la preparazione di naturali maschere nutrienti per il viso: sbollentate per pochi minuti la melanzana; successivamente strizzate la polpa e mischiatela con dello yogurt ottenendo un composto denso. Applicate questa crema sul viso e lasciatela in posa per circa 15 minuti.
La componente tossica della melanzana
Attorno a questo ortaggio sono nate delle credenze popolari che la ritenevano una pianta tossica capace di far venire la febbre,gli attacchi epilettici e far impazzire tanto da essere denominata come Solanum insanum, ovvero “sollievo insano”, nome che venne inizialmente tradotto in “mela insana” e successivamente modificato nell’attuale “melanzana”. In realtà, gli Antichi, non avevano proprio torto riguardo le proprietà tossiche di questa pianta; infatti, così come il pomodoro, la patata e il peperone, appartiene alla famiglia delle Solanacee, caratterizzate dalla presenza della solanina: un alcaloide prodotto dalla stessa pianta per difendersi dall’attacco di insetti, vermi, funghi e batteri. Nella melanzana, in particolare, troviamo solasonina e solamargina, poco tossiche e prevalentemente concentrate nella buccia. La presenza di queste sostanze scoraggiano il consumo a crudo di questo alimento. Grazie alla salatura, che abitualmente precede l’uso di questo ortaggio, si assiste ad una parziale riduzione del contenuto di questi alcaloidi, così come con l’eliminazione della buccia. Quest’ultima procedura, però, contribuisce anche alla perdita dei polifenoli presenti, in particolare degli antociani responsabili del caratteristico colore violaceo, riducendo così il suo potere antiossidante.
Varietà e curiosità
Di questo ci sono diverse varietà che differiscono per colore e forma. Fra le varietà più conosciute ricordiamo: la violetta di Firenze, melanzana con forma tondeggiante; la violetta di Napoli, con una forma più allungata e dal sapore più forte; la Larga Morada, dal caratteristico colore più chiaro con strisce violacee e con un gusto molto più delicato; la violetta lunga palermitana, caratterizzata da un colore viola scuro ed intenso e dalla forma allungata.
Le origini della melanzana sono tutt’ora dubbie, probabilmente proviene dall’India, e la sua presenza in Italia, in particolare in Sicilia, la si deve agli Arabi. In Francia, inizialmente era usata solo a scopo ornamentale e non alimentare. Durante la seconda guerra mondiale, le foglie di questo ortaggio venivano fatte essiccare al sole ed usate per la preparazione di sigari e sigarette, perché le foglie di tabacco erano rare e molto costose.
di Valentina Schirò (biologa nutrizionista)





