Ictus: i cibi per prevenirlo

Non consumare un adeguato quantitativo di frutta e verdure causerebbe circa 2.64 milioni di decessi l’anno. È quanto fa sapere l’Oms, sottolineando anche come aumentandone il quantitativo giornaliero si potrebbero tenere lontane le tante malattie che mettono a rischio la nostra salute (ipertensione, diabete, infarto, obesità e sindrome metabolica).

Schermata 2021-03-21 alle 18.51.40

A ricordare che la prevenzione inizia a tavola è A.L.I.Ce. Italia Onlus, l’Associazione per la lotta all’Ictus cerebrale, che con aprile mese della prevenzione vuole sensibilizzare tutti noi sull’importanza della dieta mediterranea, a cui attenersi sin da piccoli, con numerose iniziative e una testimonial d’eccezione: Valentina Vezzali.

Ma quali sono i punti cardine della dieta mediterranea? Se da una parte ci sono nutrienti da consumare con moderazione, come sodio, alcol e grassi saturi perché aumentano il rischio vascolare, per altri, invece, è stato evidenziato un effetto protettivo: Omega-3, fibre, vitamina B6 e B12, così come calcio e potassio.

Ictus: i cibi che ci proteggono

Schermata 2021-03-21 alle 18.51.40

A partire dall’olio extravergine oliva (come principale fonte di grassi), il regime alimentare che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo è caratterizzato da un elevato apporto di frutta, noccioline, verdure, legumi e cereali.

C’è poi un moderato apporto di pesce (almeno 2 volte a settimana, specie salmone, pesce azzurro, trota) e pollame, da un basso consumo di latticini, carne rossa e dolci e da basso a moderato di vino (non più di due bicchieri durante i pasti).

In particolare, il fattore preventivo è supportato da agrumi, mele, pere e verdure a foglia, il cui incremento di soli 200 grammi al giorno, sia di frutta sia di verdura, farebbe diminuire il rischio di infarto e ictus rispettivamente del 32% e dell’11%.

Mentre l’aumento di 23 grammi al giorno di olio di oliva extravergine, utile soprattutto a proteggere il sistema cardiovascolare, è stato associato a una riduzione del 20% del rischio di Ictus e dell’11% della mortalità.