I cibi del buonumore

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Potrà sembrare strano o forse inadeguato, parlare di cibo a proposito di un problema così grave e diffuso come la depressione, eppure è proprio a tavola che conviene fare il primo passo, non solo verso la prevenzione, ma anche per supportare validamente i trattamenti medici.

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La depressione è veramente un male del nostro tempo, alla cui diffusione sembra che non sia possibile porre un freno: alcuni ricercatori hanno ipotizzato che una delle cause scatenanti possa risiedere nell’alimentazione, tipica dei Paesi industrializzati, che ha caratteristiche particolari come l’abbondanza di zuccheri ad assorbimento rapido, di grassi animali, di caffè, alcol e così via, cui si accompagna spesso la carenza di vitamine e sali minerali.

Un altro riscontro interessante, parlando di Paesi ove non manca veramente nulla, riguarda il legame fra gli stati depressivi e una nutrizione insufficiente, che va posta in relazione con diete sbilanciate, connesse con pasti consumati al volo (costituiti spesso da panini, imbottiti con insaccati e formaggi) oppure conseguente a regimi alimentari severi, tesi allo scopo di ridurre velocemente il peso corporeo.


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Depressione: quali cibi evitare

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Chi ha l’obiettivo di alleviare la depressione o di prevenirla, dovrebbe evitare con impegno caffeina, alcol, fumo, gli alimenti ricchi di grassi saturi animali e di zuccheri e il cioccolato.

I cibi dolci e il cioccolato contribuiscono a innalzare i livelli di serotonina, l’ormone detto “della felicità”, ma si tratta di un innalzamento momentaneo, cui segue una rapida caduta, con il risultato di ottenere un breve miglioramento dello stato depressivo cui segue tuttavia un peggioramento altrettanto rapido, con un aggravamento della situazione.

Da evitare sono anche tutti gli alimenti che contengono glutammato come esaltatore di sapidità, dal momento che questa sostanza può causare peggioramento del tono dell’umore. Infine è consigliabile non eccedere nel consumo di cibi conservati (in particolare pesce) e di formaggi.

Il valore “energetico”

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In molte scuole di medicina naturale si tiene in considerazione la valenza energetica degli alimenti: alcuni alzano la vibrazione energetica e combattono la depressione e altri la abbassano favorendo tristezza e apatia. Per esempio, una fonduta di formaggio con patate lesse è sicuramente deliziosa, ma abbassa il “suono” del nostro corpo energetico.

Gli esperti hanno individuato alcuni alimenti chiave che non devono mancare, in questo caso come supporto ai rimedi proposti dalla medicina.

  • Il primo alimento da non tralasciare è l’olio di pesce che, grazie al suo contenuto di acidi grassi Omega-3, aiuta validamente i processi biochimici del cervello e pertanto è in grado di evitare una serie di sintomi come ansia, disturbi del sonno, tristezza, malinconia e pensieri suicidi; gli acidi Omega 3 sono presenti anche nelle noci.
  • Altrettanto importante è il riso basmati, grazie al suo contenuto di acido folico, di vitamine B2 e B3, di fibre e di oligoelementi; possiede un basso indice glicemico e quindi l’apporto di glucosio entra lentamente in circolo, evitando il “calo degli zuccheri”; è l’effetto contrario a quello dell’assunzione di zucchero, che viene metabolizzato rapidamente con successivo “calo” repentino.
  • Fra le verdure vanno consumati con frequenza i cavoli, che sono, nel loro complesso, fra gli ortaggi più vantaggiosi per la salute; sulla base degli studi più recenti sono state provate le loro proprietà anti-stress e anche virtù antitumorali.
  • Consigliati infine i legumi, in particolare i fagioli, le banane, le noci del Brasile e i semi di lino.


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Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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